La Cgil lancia un grido d'allarme sul futuro degli 80 addetti presso AirOne Tecnhnic. il centro di manutenzione della compagnia area AirOne, oggi Cai, ubicato all'interno dell'aeroporto d'Abruzzo e sul futuro di un'altra quindicina di lavoratori della National Airport Service che si occupa di pulizie sia all'interno del centro di manutenzione che sugli aerei. Preoccupazione č stata espressa nel corso di una conferenza stampa ieri dal segretario provinciale della Fiom Cgil, Marco Ranieri, dal segretario provinciale della Filcams Sergio Aliprandi, da altri esponenti sindacali e da rappresentanti della rsu. «Siamo fortemente preoccupati per le sorti dell'aeroporto d'Abruzzo dove sono occupati 80 lavoratori ex Airone che sono entrati all'interno di Cai. Da allora in poi - ha detto Ranieri - non siamo riusciti a stabilire nessun tipo di contatto nč con Cai nč con l'ufficio personale di Airone che non prende pił alcuna decisione. Ad oggi il futuro dei lavoratori AirOne č che questa struttura - ha proseguito Ranieri riferendosi al centro di manutenzione - al 50 per cento resta all'aeroporto d'Abruzzo e al 50 per cento puņ essere spostata in un'altra regione. E se Cai dovesse decidere di spostare il centro di manutenzione a Roma o a Napoli come farebbero i lavoratori a fronteggiare questa situazione con mille euro al mese di stipendio?». La Cgil ha invitato le Province di Chieti e Pescara, la Regione e tutti i consiglieri regionali a fare la propria parte sul tavolo romano e di intervenire subito per capire come salvare il nucleo di manutenzione «perchč nel giro di pochi giorni - ha detto ancora Ranieri - l'ing. Sabelli comunicherą se la manutenzione resterą in Abruzzo o se si č deciso di spostarla». I sindacati hanno lamentato anche il ritardo con il quale da un paio di mesi vengono pagati gli stipendi denunciando un rischio di depotenziamento per l'aeroporto d'Abruzzo.