«Il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, a nome dell'azienda e del personale, esprime le più vive condoglianze alla famiglia di Gabriele Di Sabatino, unendosi al dolore dei parenti per la prematura scomparsa del cantoniere». Naturalmente l'Anas «non esclude l'avvio di un'azione giudiziaria nei confronti del conducente dell'autotreno, una volta che saranno accertate le cause dell'incidente». Azione che, eventualmente, verrà avviata «a giusta tutela dei diritti dei lavoratori che ancora una volta pagano un forte tributo per garantire la sicurezza stradale e la transitabilità della rete». Ancora una volta... parole che arrivano come una pugnalata. A pronunciarle, in un comunicato stampa ufficiale è proprio la direzione dell'Anas a distanza di qualche ora dalla morte di Di Sabatino. Un ragazzo «gioviale e sorridente», come ama ricordarlo un amico d'infanzia, già segnato, però, da un tremendo lutto: la morte del fratello, avvenuta circa 10 anni fa, in seguito ad un incidente stradale. Quel lavoro all'Anas, anche se ancora a tempo determinato, lo aveva desiderato tanto. E invece sulla strada si sono infranti tutti i loro sogni.