Sgomento, rammarico, preoccupazione: sono i sentimenti che hanno colpito tutti in regione per la morte del giovane operaio precario sulla Teramo-mare. Il presidente della Regione Gianni Chiodi «esprime sincero cordoglio per la morte di Gabriele Di Sabatino, il giovane operaio di Bellante travolto ed ucciso, ieri mattina, da un tir impazzito sulla Teramo-mare, mentre era al lavoro in un cantiere dell'Anas. Il Presidente, unendosi al dolore della famiglia di Gabriele, auspica vivamente che ovunque prevalga la cultura della sicurezza e che non si debbano più piangere simili tragedie». Ma non solo Chiodi: anche il Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano «impegnato a Milano per ragioni istituzionali appresa la notizia della morte dell'operazio dell'Anas lungo la Teramo-mare ha fatto pervenire alla famiglia di Gabriele Sabatini di Bellante un messaggio di cordoglio a nome dell'Assemblea regionale e suo personale. Di fronte ad espidosi come questi - ha scritto Pagano- le parole servono a poco soprattutto in una regione come la nostra che vede allungarse sempre piu' la catena degli incidenti sul lavoro.Il nostro impegno nell'onorare la memoria di questo giovane lavoratore - ha scritto ancora il Presidente- resta quello di rafforzare i nostri sforzi per costruire le condizioni migliori soprattutto in termini di sicurezza nei lughi di lavoro». E la notizia ha travalicato i confini regionali se il senatore del Pd Luigi Lusi ha scritto: « E' l'ennesimo incidente che dimostra quanto sia lontana ancora la cultura della sicurezza sui posti di lavoro». Il Vice presidente della Commissione Bilancio al Senato, ha commentato così la notizia. Lusi ha sottolineato come «il testo Unico sulla sicurezza sul lavoro messo a punto dal Governo Prodi non è stato ancora attuato pienamente, e questo si spiega solo in un modo: l'esecutivo e la sua maggioranza non considerano quella delle morti bianche una emergenza prioritaria. Non è ammissibile - ha detto Lusi - che si parli di standard di garanzia e sicurezza nei posti di lavoro solo quando accadono tragedie sbattute in prima pagina sui quotidiani. La sensibilità nei confronti del fenomeno dell'incidentalità sul lavoro non può essere saltuaria. E soprattutto è assurdo che a fronte di incidenti ripetuti il governo non provveda ad una piena applicazione delle norme. Basterebbe mettere in atto, in tutte le sue parti, la legge Damiano. E, soprattutto, basterebbe considerare il problema come una vera emergenza». Lusi fa presente che «proprio pochi giorni fa siamo riusciti a non fare approvare gli emendamenti della Lega al cosiddetto decreto 'milleproroghe' con i quali si prevedeva l'abolizione del rappresentante della sicurezza sui luoghi di lavoro nelle aziende con meno di 15 dipendenti, ovvero in quelle piccole aziende dove il tasso degli incidenti sul lavoro è più elevato».