CHIETI. Stato di agitazione confermato, ma nessuno sciopero in vista. Si allontana definitivamente, invece, l'ipotesi di istituire una linea urbana di collegamento con il centro commerciale Megalò. Incontro interlocutorio in prefettura tra i sindacati della società di trasporto pubblico Panoramica e l'assessore al traffico Luigi Febo. Sul tavolo del prefetto sono stati portati i problemi della viabilità cittadina. In particolare, si è discusso dei tempi di percorrenza dell'1 barrato e del 3 barrato che, secondo i sindacati e per stessa ammissione del Comune, sono insufficienti. Gli scioperi proclamati in serie non hanno migliorato la situazione. Anzi, gli autisti lamentano i disagi di sempre. Le linee 1 barrato e 3 barrato devono fare la spola da un capo all'altro dello scalo in meno di trenta minuti, con fermate previste anche a Brecciarola e Manoppello scalo. Tempo inadeguato considerando il traffico insostenibile della vallata messo a dura prova dai lavori per la costruzione del villaggio olimpico e dai cantieri stradali aperti su via dei Vestini. Il Comune, insieme alla società Panoramica, ha istituito una commissione tecnica che ha appurato come le tabelle di marcia contestate dai sindacalisti siano effettivamente troppo strette. Così è stato deliberato di allungare di cinque minuti i tempi di percorrenza del 3 barrato e di accorciare il tragitto dell'1 barrato. Alle promesse, però, non sono seguiti fatti concreti. Per questo, i rappresntanti degli autisti sono tornati a chiedere la mediazione del prefetto. «Abbiamo concesso l'ennesima possibilità all'amministrazione. La prossima settimana», dice Domenico Di Fabrizio, Fit Cisl, «sapremo se arriveranno o meno le migliorie richieste». Tutto dipenderà dalla disponibilità economica del Comune che, entro il 31 marzo, approverà il bilancio di previsione. Bisognerà reperire dei fondi per attuare le modifiche sulle linee 1 barrato e 3 barrato. «In mancanza di risorse» spiega Giuseppe Lupo, Ugl, «si taglieranno un paio di corse del 3 barrato. Purtroppo, non possiamo lavorare in questo modo». Bloccati, almeno per ora, gli scioperi. «Aspetteremo il 30 marzo e poi decideremo cosa fare. La speranza», osserva Luciano Lizzi, Faisa Cisal, «è che si chiuda presto questa vertenza per il bene degli autisti e dell'utenza». Resta invece un'utopia l'istituzione di una linea urbana con il centro commerciale Megalò. Servizio fondamentale per evitare che decine di persone continuino ad attraversare a piedi la pericolosa via Tirino, peraltro scarsamente illuminata di sera. «Il bilancio è piuttosto rigido visti i tagli subiti», replica Febo, «comunque tenteremo di ritagliare dei fondi ad hoc».