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Data: 26/02/2009
Testata giornalistica: Rassegna.it
Trasporti. Il governo inventa lo sciopero virtuale

Una bozza di ddl all'attenzione del prossimo Cdm in cui si prevede l'astensione simulata obbligatoria per alcuni settori. Sarebbero previsti anche il referendum preventivo e una commmissione di verifica dell'adesione

E' il tempo dello sciopero virtuale nei servizi essenziali, soprattutto nei trasporti. È questa l'idea del governo per regolamentare l'astensione dal lavoro. O quantomeno è quello che prevede la bozza di disegno di legge "per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla libera circolazione delle persone", che sarà all'attenzione del prossimo Consiglio dei Ministri. Secondo quanto riferisce l'Adnkronos, che ha potuto consultare il testo, la delega al governo prevede "l'istituto dello sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali", le quali "per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni", determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, "la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale".

Secondo il governo, per di più, per proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sarebbe necessario un referendum consultivo preventivo obbligatorio. A meno che non si tratti di proclamazioni da parte di sindacati che hanno più del 50% di rappresentatività (cioè quasi nessuno, ndr). Inoltre, nei servizi di particolare rilevanza, servirebbe anche l'adesione preventiva da parte del singolo lavoratore.

Nella bozza, stando a quanto riferisce l'agenzia di stampa, si profila anche la creazione di una Commissione per le relazioni di lavoro, cui spetterebbe anche il compito di "verificare l'incidenza e l'effettivo grado di partecipazione agli scioperi", anche al fine di fornire al Governo, alle parti sociali e agli utenti dei servizi pubblici essenziali "un periodico monitoraggio sull'andamento dei conflitti", sul loro reale "impatto sui servizi essenziali", e sulla "rappresentatività degli attori sociali", in grado cioè di garantire "trasparenza e simmetria informativa nelle relazioni industriali".

La Commissione per le relazioni di lavoro sarebbe composta da un numero massimo di cinque membri, scelti però su designazione dei Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,i e nominati con decreto del Presidente della Repubblica. La relazione tecnica che accompagna la bozza di ddl evidenzia poi che la previsione della riduzione del numero dei commissari dagli attuali 9 della Commissione di garanzia ai 5 previsti per la nuova commissione comporta una riduzione di spesa "da euro 1.050.000,00 a euro 588.000,00 con un risparmio di euro 462.000,00". Il risparmio verrà prioritariamente utilizzato per assolvere ai nuovi compiti assegnati dalla delega alla Commissione per le Relazioni di Lavoro.

Gli altri principi che il ddl intende recepire per la regolamentazione dello sciopero nel settore dei trasporti riguardano inoltre la predisposizione di "adeguate procedure" per un congruo anticipo della revoca dello sciopero, per "eliminare i danni causati dall'effetto annuncio", e di una "più efficiente disciplina delle procedure di raffreddamento e conciliazione attenta alle specificità dei singoli settori". Ci sarebbero, poi, norme relative alla semplificazione delle regole sulla "rarefazione soggettiva ed oggettiva anche in funzione del grado di rappresentatività dei soggetti proclamanti", nonché una revisione delle regole sulla concomitanza di scioperi che incidano sullo stesso bacino di utenza. Il ddl infine, sempre secondo l'Adnkronos, comporterebbe il "divieto di forme di protesta o astensione dal lavoro lesive, anche per la durata o le modalità di attuazione, del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione", anche attraverso l'individuazione, nei contratti e negli accordi collettivi relativi a servizi non essenziali, "di specifiche formalità e procedure per la proclamazione".

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