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Pescara, 28/04/2026
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26/02/2009
Il Centro
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Trasporti, scioperare sarà sempre più difficile. Critica la Cgil, Uil e Cisl pronte a trattare, la sinistra parla di svolta autoritaria e di nuovo attacco ai diritti dei lavoratori |
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Pronto il giro di vite: astensioni "virtuali", sanzioni e referendum preventivi
ROMA. Sciopero virtuale, soglia di rappresentatività del 50% per poter proclamare un'astensione dal lavoro, divieti di proteste che possano bloccare la circolazione, obbligo di referendum preventivi. La stretta del governo sugli scioperi nei servizi pubblici approda domani al consiglio dei ministri. Su queste norme, che non riguardano solo il settore dei trasporti ma regolano parte dei conflitti collettivi, si apre uno scontro politico e sociale durissimo. La sinistra minaccia «barricate sin da subito», la Cgil sospetta che il governo voglia «impedire il dissenso» ma Cisl e Uil aprono alla trattativa. Il testo in tre articoli prevede, tra l'altro, lo sciopero virtuale «che potrà essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali». Lo sciopero virtuale prevede che un lavoratore dichiari l'astensione dal lavoro ma in realtà presti comunque la sua attività perdendo però la retribuzione. Questa - insieme a una penale per l'azienda - viene destinata a fini sociali. Insomma forma di pressione sull'azienda senza danno per gli utenti. Tra le novità che potrebbero arrivare per regolamentare gli scioperi nei trasporti, Sacconi impone l'obbligo di comunicazione «con congruo anticipo» delle revoche delle proteste allo scopo di evitare l'effetto annuncio con il quale di fatto vengono fermati i trasporti. Altre norme riguardano le proteste giudicate «lesive» della mobilità e della libertà di circolazione come le proteste sulle strade o sui binari. Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil, si augura che «a guidare l'iniziativa del governo non sia, dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso possa manifestarsi» e comunque la legge delega «non è lo strumento più appropriato per affrontare temi di rilevanza costituzionale». Raffaele Bonanni (Cisl) è pronto a trattare ma chiede che le regole siano circoscritte al solo settore dei trasporti: «Nessuno si sogni di andare oltre» ha ammonito. Per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, favorevole allo sciopero virtuale, «ci sono servizi come ad esempio i trasporti dove il conflitto tra noi e le imprese non deve colpire le persone». Il coordinatore dei Cub-trasporti, Giampietro Antonini, denuncia invece «il proposito di Sacconi di peggiorare ulteriormente la normativa in materia di scioperi». Di «controriforma» parla Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista secondo cui «le nuove regole sono gravissime e inaccettabili. Si vuole portare così a compimento l'attacco al lavoro e alla democrazia alla base dell'accordo separato sulla contrattazione, distruggere l'autonomia del sindacato». Durissimo anche Gianni Pagliarini, responsabile lavoro dei Comunisti Italiani: «Il governo mentre fa finta di tutelare i cittadini attacca il sacrosanto diritto allo sciopero garantito dalla Costituzione e mai così messo pesantemente in discussione». Anche per Claudio Fava, segretario di Sinistra Democratica, «il governo indica una scorciatoia autoritaria per ridurre i diritti». E Massimo Donadi, capogruppo alla Camera di Idv, attacca: «Attacco reazionario ai diritti dei lavoratori». L'ex ministro democratico Cesare Damiano chiede che si apra un confronto con tutte le parti sociali: «Il Pd è interessato a un giusto equilibrio tra il diritto di sciopero e il diritto alla mobilità» ma la priorità è la definizione dei criteri della rappresntanza sindacale.
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