ROMA Non è un «no» netto quello dei sindacati al disegno di legge sul diritto di sciopero ad eccezione della Cub Trasporti che parla di «peggioramento della normativa»: «La maggior parte degli scioperi avviene per inadempienze delle aziende e non c'è alcuna sanzione nei loro confronti». Fabrizio Solari della Filt/Cgil si augura che «a guidare l'iniziativa del governo non sia, dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso possa manifestarsi». «Vale la pena ricordare - aggiunge Solari - che la legge attualmente in vigore è la più severa d'Europa». Discutere di nuove regole, secondo il sindacalista della Cgil, va bene ma debordare avrebbe un altro senso.
Si dice «assolutamente d'accordo» la Uil. «A patto - precisa il segretario confederale, Paolo Pirani - che siano effettive le penalità per le aziende, ossia che costino alle stesse almeno dieci volte quelle che costano al lavoratore. Siamo per rivedere le regole ma sulla base di due principi: lo sciopero è un diritto individuale costituzionalmente riconosciuto e il diritto di indizione degli scioperi».