Sulmona.- Nonostante gli aumenti già effettuati e quelli annunciati sulla linea Sulmona-Roma, l'Arpa può dormire sonni tranquilli vista l'assoluta inefficienza delle ferrovie nella copertura del servizio di collegamento con la capitale. Così per i viaggiatori che hanno deciso di risparmiare qualche euro l'altro ieri scegliendo la strada ferrata, si è scatenata l'ennesima odissea che è seguita a quella di una decina di giorni fa e ad altre verificatesi nelle scorse settimane. Il treno delle 17,13 partito da Sulmona alla volta della Capitale, infatti, non è mai arrivato a destinazione: i primi segnali di cedimento del mezzo di trasporto, o meglio al servizio di fornitura di traino elettrico, si sono cominciati ad avvertire già a Goriano. Arrivato a Tivoli il treno è rimasto fermo per oltre mezz'ora in attesa che la tensione tornasse sulla linea. Quindi la ripartenza e a sorpresa un nuovo stop a Guidonia dove, senza nessun annuncio ufficiale, i passeggeri del Sulmona-Roma sono stati costretti a caricarsi i bagagli e ad unirsi ai non certo più fortunati colleghi viaggiatori provenienti da Avezzano che , anche loro da circa un'ora, attendevano la partenza del treno. Il fischio del nuovo treno, tuttavia, non è servito a molto: pochi chilometri e, ancora, a Bagni di Tivoli, di nuovo una fermata, questa volta definitiva: per problemi alla linea ferroviaria, infatti, tutti i viaggiatori (anche qui senza nè avviso, nè preavviso), sono stati costretti ad abbandonare la strada ferrata per salire su un servizio di navetta di autobus che li portasse a destinazione. L'odissea alla fine, con oltre un'ora di ritardo, si è conclusa a Tiburtina, dove ad attendere i viandanti c'era lo sciopero dei taxi. L'odissea continua. Arrivare a Roma è davvero diventata una missione impossibile.