Brunetta: «Una rivoluzione». Ma l'opposizione non ha votato
ROMA. E' legge il ddl che punta a introdurre efficienza nella pubblica amministrazione su cui il ministro Renato Brunetta ha costruito la sua fortuna politica passando per il fustigatore dei «fannulloni» che, secondo una comune vulgata, affollano gli uffici pubblici. Il Senato ha approvato, in via definitiva, con 154 voti a favore, un voto contrario, mentre le opposizioni non hanno votato, il provvedimento che era alla sua terza lettura dopo esser stato modificato dalla Camera.
Si conclude così l'iter di un ddl che fin dall'inizio, in ottobre, è stato sotto i riflettori della cronaca per le annunciate sanzioni contro chi si dà con troppa facilità per malato e che avevano portato spontaneamente - secondo i dati del ministero - a una drastica riduzione delle assenze sui luoghi di lavoro. «Questa è la prima riforma istituzionale del governo Berlusconi di cui il Paese aveva bisogno» ha affermato, dopo il voto, il ministro Brunetta. «Per la prima volta c'è una riforma che mette al centro 60 milioni di cittadini considerati fino ad oggi sudditi e non utenti che da oggi potranno, come clienti, giudicare e la cui voce sarà ascoltata». «Con questa legge - ha aggiunto - i dipendenti pubblici saranno chiamati a fare bene il loro lavoro. Quelli bravi non avranno nessun problema, i fannulloni, invece, dovranno fare qualche riflessione» ha avvertito il ministro che non ha risparmiato frecciate all'indirizzo soprattutto del Pd per non aver partecipato al voto dopo che, a novembre, sempre al Senato l'opposizione aveva contribuito a modificare il provvedimento. Vi aveva lavorato soprattutto il giuslavorista Pietro Ichino (fu lui a coniare il termine «fannulloni») e Pd e Idv si astennero.
Ma le modifiche apportate alla Camera, considerate peggiorative, oggi hanno irrigidito le opposizioni. «Si vede - ha commentato Brunetta - che gli elementi conservatori hanno prevalso, ha prevalso il richiamo della foresta». Dal Pd ha replicato la senatrice Maria Fortuna Incostante che ha ricordato il contributo iniziale, ha criticato le modifiche della Camera e ha annunciato che «sul punto dell'innovazione il Pd sfida il governo» a partire dai provvedimenti attuativi che, Brunetta si è impegnato a mettere a punto prima dell'estate. La legge, intanto, è stroncata dalla Cgil che denuncia «la fine della contrattazione nel pubblico impiego» con il «ritorno delle leggine e del dominio della politica» visto che viene introdotta la derogabilità dei contratti.
E Fantozzi cosa ne pensa? «I dipendenti pubblici sono invincibili, hanno messo a punto delle tecniche così raffinate che niente li intimorisce, neanche la fucilazione o le pene corporali», ha commentato Paolo Villaggio, alias il ragionier Ugo Fantozzi. «Ci vuole un'organizzazione stalinista per mandare tutti questi controlli - dice Villaggio - e gli impiegati creeranno dei percorsi di guerra per i medici fiscali». Fantozzi insomma non ha paura di Brunetta: «La creatività dei dipendenti pubblici è tale che riusciranno sempre a dormire in ufficio con gli occhi aperti, lasceranno le giacche sulle sedie come segni della loro presenza mentre loro saranno al mare, continueranno ad avere dei complici che timbreranno al loro posto il cartellino in uscita, magari anche in ritardo, per accumulare gli straordinari».