L'AQUILA. E' stata una giornata piuttosto movimentata, quella di ieri, per tutti i protagonisti della sanità e della politica abruzzese.
La notizia di un nuovo buco di 170 milioni di euro e la prospettiva di altre tasse riferita dal commissario di Governo, Gino Redigolo in una intervista a il Centro hanno innescato un turbinio di iniziative, proteste e allarme.
Ieri sera il presidente della giunta, Gianni Chiodi ha convocato la sua maggioranza regionale per fare il punto della situazione, sia sul deficit delle Asl che sulla situazione politica interna al Pdl. L'onda d'urto dei problemi dell'Abruzzo: l'arrivo della crisi, il calo di produzione e occupazione industriale, i precari, i bilanci in rosso della sanità, le tensioni interne dal "Caso Tagliente", lo scontro fisico Scelli-Piccone; hanno già scosso l'esecutivo regionale.
Chiodi ieri notte a Palazzo Centi non ha usato giri di parole. Ha messo in guardia i suoi sollecitandoli ad avere più senso di responsabilità.
Il presidente ha elencato i problemi, e tra questi anche i lavori dell'Assemblea regionale che hanno visto i consiglieri pronunciarsi e lavorare alla «garibaldina». Chiodi ha chiesto di serrare i ranghi perchè il prossimo futuro sarà molto più duro del previsto.
Fuori dal Palazzo ieri se ne avuta una dimostrazione. I precari della Asl di Pescara in mattinata hanno occupato per alcune ore la sala riunioni dell'assessorato, in via Conte di Ruvo, e l'hanno abbandonata solo nel tardo pomeriggio, dopo l'incontro con l'assessore Venturoni.
Nella riunione l'assessore ha ipotizzato un percorso risolutivo e ha spiegato che la Asl di Pescara, dopo aver messo a punto la pianta organica, bandirà in tempi brevi dei concorsi attraverso i quali i precari potranno puntare all'assunzione, avendo acquisito la necessaria competenza.
Le segreterie regionali confederali di Cgil, Cisl e Uil Abruzzo, invece, hanno chiesto la convocazione di un «urgente incontro» per conoscere e discutere «la gravissima situazione della sanità regionale e le misure che si intendono adottare». «Le notizie che apprendiamo a mezzo stampa», scrivono i segretari regionali, «descrivono un quadro quanto mai allarmante, in cui a fronte delle dure restrizioni imposte al servizio e al personale dipendente, l'insufficiente razionalizzazione e riforma del sistema non hanno prodotto i risparmi attesi, rendendo nuovamente attuale la minaccia di un ulteriore aumento delle tasse regionali oltre i massimali». Stesse preoccupazioni espresse da Geremia Mancini segretario regionale dell'Ugl.