ROMA Un avvertimento al ministro Sacconi: «Materie come lo sciopero virtuale e il referendum devono rientrare in una trattativa tra le parti». E un caldo invito alla Cgil di Epifani: «Basta con i rifiuti ideologici». «Per il sindacato - sottolinea il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - la priorità deve essere l'interesse della gente evitando di cadere nella trappola del corporativismo».
Insomma, di questo disegno di legge, vi sta bene tutto?
«Alt, intanto abbiamo ottenuto che la riforma si limiti al sistema dei trasporti. Guardi che già nel documento unitario siglato lo scorso anno i sindacati si impegnavano a regolamentare meglio, per via contrattuale, alcuni comportamenti nei servizi più delicati del lavoro».
E perchè vi siete opposti all'estensione delle regole ad altri settori?
«Semplicemente perchè le regole già ci sono e reggono bene. Per esempio, nel pubblico impiego dove sono fissate le garanzie e per i lavoratori e per gli utenti. E sono fissate anche le norme sulla rappresentanza...».
Aspetti un attimo, stabilire un tetto di oltre il 50% per proclamare uno sciopero non vuol dire limitare il diritto alla protesta per i sindacati meno rappresentativi?
«Il 50% semmai costruisce un dovere, quello di unirsi e coalizzarsi. In ogni sistema democratico la maggioranza più uno è il criterio per stabilire qual è l'opinione prevalente. Chi parla di diritti delle minoranze dei lavoratori deve pure preoccuparsi dei diritti delle maggioranze degli stessi. La soglia del 50% spinge verso la composizione unitaria, senza questa soglia si va verso una polverizzazione molto pericolosa. Io sono per la tutela più estesa dei diritti individuali, diritti di chi è d'accordo e di chi non lo è. E solo la maggioranza può stabilire qual è l'opinione che prevale. Purtroppo fino ad oggi alcune minoranze, talvolta in modo corporativo, hanno gestito una libertà che ha messo in ginocchio non soltanto i lavoratori che non condividevano la loro linea, ma anche il Paese».
Non c'è un attentato al diritto di sciopero?
«La Cisl non lo permetterà mai, anzi continuerà ad essere custode del diritto di sciopero nell'ambito di un equilibrio tra l'interesse dei lavoratori e quello della collettività. Mi riconosco molto nella posizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini».
Epifani invita il governo a stare attento alle forzature...
«Che devo rispondere? Guglielmo sa che in questa vicenda non può e non deve assumere posizioni ideologiche».
Teme che si possa andare all'ennesima firma separata?
«Non temo niente, ma dico che tanto più il sindacato rispetterà il diritto alla mobilità, tanto più potrà continuare ad essere un'organizzazione riconosciuta non solo dagli iscritti, ma anche dai cittadini».
Referendum e sciopero virtuale, che ne dice?
«Si tratta di meccanismi che vanno regolati solo tra le parti sociali e non con una legge. Sacconi ne tenga conto nel disegno di legge».
Vi aspettate che il governo apra un confronto?
«Credo che ci sia. Ci sarà tutto il tempo per un confronto ampio e condiviso».