Arriva lo stop a Sacconi. Non solo da Epifani. Persino da Umberto Bossi: «Gli scioperi selvaggi non vanno mai bene, ma bisogna trovare un compromesso tra il diritto allo sciopero, garantito dalla Costituzione e che è frutto della nostra storia, e lo sciopero selvaggio che porta via altri diritti ai cittadini».
Epifani è pronto a discutere. Ma precisa i "limiti" di qualsiasi riforma: «Il governo stia attento. In materia di libertà di sciopero costituzionalmente garantito bisogna procedere con attenzione... Si potrebbe porre un problema di democrazia, se qualcuno pensasse di forzare ciò che dice la Costituzione».
«Se intende, partendo dal problema del rispetto dei diritti degli utenti, ridurre una libertà fondamentale, la Cgil si opporrà ora e dopo». Ma è cauto Epifani: «Tutto dipende da ciò che il governo deciderà e dalle questioni che porrà». E delle questioni annunciate entra nel merito: «Non si può decidere con il 51 per cento uno sciopero, perchè così l'altro 49 non potrà mai scioperare. Lo sciopero virtuale non può essere mai sostitutivo ma aggiuntivo. Il fatto poi di dichiarare prima individualmente la propria adesione può essere un modo di rendere inutile lo sciopero. Attorno ai questi nodi ruoterà il confronto se il governo intende aprirlo...».
E s'arriva al primo punto, che è poi la strada che il governo vorrà percorrere per raggiungere il suo obiettivo di nuova regolamentazione. Spiega Epifani: «Su materie come queste, se il governo decide, nella sua bontà, di decidere con le organizzazioni sindacali, noi siamo pronti a discutere. Cercheremo ovviamente di raccordarci con ciò che pensano le altre organizzazioni sindacali». Non sembra questa la prima preoccupazione del ministro Sacconi, l'ex socialista che sembra invece si sia posto l'obiettivo di smantellare e rompere.
Tanto è vero che prima smorza, poi manda avanti i suoi nell'attacco ad Epifani, tutti improvvisamente paladini degli utenti, che hanno già da soffrire per conto loro l'arretratezza del sistema dei trasporti e i tagli ben più che gli scioperi dei lavoratori (in un'annata tutto sommato di bassa conflittualità, Alitalia è ovviamente una storia a parte). Assicura Sacconi che non ci saranno forzature, ma «niente veti». Ricorda che consultazione c'è stata, che erano stati richiesti anche contributi scritti, che sono state recepite le indicazioni... Si tratterà «ovviamente di un disegno di legge, e non di un decreto legge, contenente deleghe...».
All'assalto muovono i vari Capezzone, Valducci, Pasquali. In nome naturalmente di chi deve viaggiare. Angeletti (Uil) commenta che gli piace molto lo sciopero vituale: «Ci stiamo ponendo il problema da anni». Bonanni (Cisl) è disponibile, ma vuole che si parli solo di trasporti: «Il governo non deve andare oltre». Stessa linea quella di Renata Polverini (Ugl). Fabrizio Solari (Cgil Trasporti) ricorda a tutti che la legge italiana è la più severa in Europa.
Visto il paesaggio e considerato quello che si sta preparando (dal sindacato alla giustizia) c'è da temere che il governo voglia andare ben oltre i trasporti e che Sacconi stia tentando un altro passo verso il traguardo che si pone da anni: la divisione del sindacato, l'emarginazione della Cgil.