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Data: 27/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
La riforma del diritto di sciopero - Divieto mascherato di Mino Fuccillo

Sciopero dolce o niente sciopero: questo il confine. Oggi il governo decide, oppure ci prova. La differenza è tra una riforma e una voglia. Riforma per dare una mano a chi ogni giorno si sposta e viaggia, oppure voglia di menare le mani. Il ministro titolare è troppo contento e gongolante per fidarsi che non varchi il confine, Sacconi ha l'aria felice di quello che tira un calcio negli stinchi a chi gli stava sullo stomaco da un pezzo.
Per Epifani il confine è ovunque e comunque, ammonisce troppo, quasi minaccia. Per come la mettono entrambi la questione è: vincerà il grosso bastone dell'invincibile governo o sarà inespugnabile il resistere della Cgil? In mezzo gli altri sindacati hanno fatto un accordo più o meno sotterraneo con Sacconi e ora temono che il ministro esageri. Quindi fanno i pesci in barile. Di mezzo può andarci la questione vera, quella esposta da Fini: come dare ai cittadini una mobilità decente e frequente senza togliere un diritto sacrosanto ai lavoratori. Dice giusto Fini, ma non dice come si fa. Eppure si può.
Ci sono gli scioperi finti: li annunci e poi li revochi all'ultimo, tanto il danno è fatto. Scioperi da impedire: si stabilisce che se non li revochi una settimana prima paghi, in soldi veri. Perché hai esercitato il diritto di imbroglio e non quello di sciopero.
Ci sono gli scioperi «gruppettari», di mini sindacati e mini corporazioni. Senza blocchi stradali, cortei e picchetti non funzionano. Si impediscano e si sanzionino dunque gli «accessori» allo sciopero. Le leggi già ci sarebbero, ma neanche i governi di centrodestra le amano, fa testo l'immunità concessa ad allevatori o tassisti.
Dovrebbero arrivare gli scioperi virtuali: il treno, il bus e l'aereo vanno, chi sciopera perde la giornata in busta paga ma lavora lo stesso, l'azienda paga una «penale» in denaro. Buona idea, ma deve restare un'opzione: incentivata, riconosciuta ma non obbligatoria, altrimenti è divieto di sciopero mascherato.
Dovrebbero arrivare gli scioperi che si possono fare solo se a proclamarli è il 50 per cento dei lavoratori. Maggioranza assoluta che si accerta in un referendum o perché implicita nel fatto che a indirli sono sindacati rappresentativi di più del 50%. La soglia è troppo alta: perché mai dovrebbe essere illegale uno sciopero e un sindacato di un lavoratore su tre? E la procedura referendaria sembra fatta apposta per non farlo fare mai lo sciopero. Punitiva e vessatoria l'idea della preventiva adesione individuale allo sciopero: manderanno il lavoratore dal notaio come il cittadino per il testamento biologico? Come si vede il confine c'è, tracciarlo e rispettarlo sarebbe utile e razionale. Sarebbe, appunto.

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