L'ex assessore regionale pronto a correre per la Provincia, ma l'Italia dei valori dice no
PESCARA. «Deciderò se candidarmi alla presidenza della Provincia solo se me lo chiederà la coalizione». Così Donato Di Matteo ha replicato all'iniziativa dei sindaci del Pd che hanno lanciato la sua candidatura, in vista delle elezioni di giugno. Ma dall'Idv è arrivato l'altolà.
Sia il coordinatore regionale dell'Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, che il consigliere regionale, Carlo Costantini, hanno espresso dure critiche riguardo all'ipotesi di candidare alle prossime elezioni l'ex assessore regionale, indagato e poi prosciolto nell'inchiesta sulle acque. L'indicazione è arrivata mercoledì scorso dai sindaci del Pd della provincia e dai coordinatori dei circoli riuniti nel ristorante Villa Alessandra, di Alanno. In tutto, una cinquantina di persone che hanno espresso all'unanimità la preferenza per Donato Di Matteo candidato alle elezioni provinciali.
Ma lui non ha ancora detto di sì. «Questa indicazione mi rende orgoglioso, per ora continuerò a fare il medico» ha detto ieri al Centro «valuterò la possibilità di un'eventuale candidatura a presidente della Provincia, se la richiesta arriverà dalla coalizione».
Il via libera dal Pd, invece, sarebbe già arrivato da tempo. Fonti bene informate raccontano di un patto sottoscritto dai dirigenti nazionali del partito, nell'autunno scorso, per convincere l'ex assessore a rinunciare alla candidatura alla Regione, in cambio della corsa alla presidenza della Provincia.
Il Pd a livello locale sembra compatto sul nome di Di Matteo. «E' una candidatura valida che sottoporrò presto agli organi del partito» ha detto il segretario provinciale del Pd, Antonio Castricone «quell'indicazione giunta dai sindaci e dai coordinatori dei circoli ha un valore importante».
Più prudente il segretario cittadino, Gianluca Fusilli: «Quella di Di Matteo è una delle candidature che sta in campo e secondo me è anche forte. Ma dovrà scegliere la coalizione, sulla base degli spazi che verranno decisi a livello regionale». Coalizione che, secondo il desiderio espresso dai sindaci mercoledì scorso, dovrebbe essere allargata anche all'Udc, in vista delle elezioni del prossimo giugno.
Con la candidatura di Di Matteo, però, il centrosinistra rischierebbe di perdere l'Italia dei valori. E' ciò che hanno fatto capire Mascitelli e Costantini.
«In questo momento la candidatura alla Provincia di Di Matteo ha solo gli effetti di un sabotaggio voluto e perseguito», ha spiegato il coordinatore regionale dell'Italia dei valori, Mascitelli. «Ho la netta impressione» ha osservato «che nella confusione interna, che sta agitando le diverse componenti del Pd e in quella esterna, prodotta dai guasti delle recenti vicende, vi sia qualcuno interessato, non si sa se per un atto di forza o di rivalsa, a sabotare il tentativo di ricostruire un nuovo centrosinistra convinto, credibile e coeso».
«Le cronache regionali» ha avvertito il consigliere regionale ed ex deputato, Costantini «continuano ad esprimere dei bollettini di guerra, ogni volta che si occupano delle amministrazioni a guida Pd». «Nel Partito democratico abruzzese» ha concluso Carlo Costantini «non c'è nessuna capacità di fare un minimo di autocritica, nessuna consapevolezza degli errori commessi, nessuna traccia di una volontà effettiva di cambiare, se non gli uomini, quantomeno i comportamenti».