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Pescara, 28/04/2026
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27/02/2009
Il Messaggero
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Corte dei Conti, attacco a sindaci e assessori. «Comportamenti illegittimi, cattivo uso del denaro pubblico, criteri personalistici di gestione» |
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L'AQUILA - Sono ancora una volta i comportamenti degli amministratori pubblici, definiti inadeguati, illegittimi o non corretti, nel mirino della Corte dei Conti che ieri ha inaugurato l'anno giudiziario nel complesso di San Domenico, l'ex Reggia Angioina riportata agli antichi fasti architettonici dopo un restauro di anni. Sindaci, assessori, funzionari regionali, direttori dei lavori, alti ufficiali sono stati oggetto delle pesanti censure del presidente regionale della Corte Giuseppe Palumbi e del procuratore Bruno Di Fortunato. «Una rapida rassegna delle responsabilità di maggior rilievo -ha detto Palumbi- riassume i sintomi di più spiccato allarme in settori significativi dell'amministrazione pubblica per valutare il danno che può derivare da comportamenti incongrui o illegittimi». E il procuratore regionale Di Fortunato: «Alla Procura regionale pervengono segnalazioni da più parti, specie dalla stampa, che riguardano un cattivo uso del pubblico denaro. Queste segnalazioni sono l'espressione genuina di un'esigenza avvertita nella società civile e vanno interpretate come la domanda sociale di un certo tipo di giustizia». Nella sua relazione, Bruno Di Fortunato ha parlato di «istruttorie di rilievo che riguardano la gestione delle Spa pubbliche in cui gli amministratori hanno operato con criteri di gestione personalistici contrari al corretto uso di risorse pubbliche e con metodi dai quali emergono sistemi di favoritismo, scarsa trasparenza e scarsa economicità della spesa. In molte vicende sono segnalati metodi di retribuzione contrari al principio dell'onnicomprensività della stessa spesa: anche in questo caso emergono criteri di favoritismo e scarsa trasparenza. In diversi casi sono gli stessi dipendenti, non beneficati dagli amministratori, e le rappresentanze sindacali a segnalare gli illeciti. Inoltre, a seguito delle ispezioni effettuate dell'Ispettorato generale di Finanza del Ministero dell'Economia, tali illeciti amministrativi assumono una veste di totale violazione delle regole imposte dal legislatore in materia di retribuzioni pubbliche». Numerose le istruttorie in materia di sanità pubblica «dove sono emerse spese illegittime, consulenze non consentite, acquisti di materiale a condizioni superiori ai normali livelli di mercato, assenza di controllo nei confronti delle strutture private in regime di accreditamento e violazione delle regole poste dal legislatore». Quanto alle sentenze di primo grado di giudizio contabile, ben sedici, ha detto Palumbi, coinvolgono nove sindaci, alcuni assessori e segretari comunali; alcune si riferiscono a casi di insufficiente utilizzazione di immobili e conseguente inutile esborso di canoni di locazione, o a transazioni dannose per l'ente. Un sindaco è stato condannato insieme ad alcuni dirigenti per aver erogato incentivi a pioggia, senza una verifica adeguata dell'efficienza amministrativa del progetto proposto. «Avremo un anno di lavoro e di impegno -ha detto poi il presidente della Corte a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario- in un contesto reso sempre più difficile dalle condizioni economiche precarie e, talvolta, da culture amministrative anomale. Noi intendiamo garantire la comunità abruzzese e le istituzioni della regione. Assicureremo sempre, fino in fondo, la corretta destinazione delle risorse della finanza pubblica». Per il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, quella di Di Fortunato è stata «una relazione rigorosa, di grande spessore, un riferimento forte per gli amministratori pubblici». E Rifondazione comunista: «Le parole di Di Fortunato sulla cattiva gestione delle spa pubbliche caratterizzata da favoritismi, scarsa trasparenza, illeciti amministrativi confermano quanto da noi denunciato e contrastato con largo anticipo».
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