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Pescara, 28/04/2026
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Data: 28/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il governo vara la stretta, sindacati divisi. Cisl e Uil apprezzano il testo approvato mentre per la Cgil persiste una «grande ambiguità»

E la Marcegaglia rilancia: estendere il referendum a tutte le categorie

ROMA. Il governo approva il disegno di legge delega che regolamenta gli scioperi nel settore dei trasporti. Molti "sì" e qualche "no" dal mondo politico e sindacale. In particolare si critica la "fretta" con la quale l'esecutivo è arrivato al provvedimento. Ma è lo stesso ministro del Lavoro, Sacconi, a dire che «non è un disegno di legge che entra in vigore questa sera». Come dire che ci sarà spazio per mediazioni. In linea con il governo ci sono Cisl e Uil. Distante la posizione della Cgil. Sacconi spiega il provvediento: «Potranno proclamare uno sciopero nei settore dei trasporti i sindacati che hanno complessivamente almeno il 50% della rappresentanza. In alternativa, le organizzazioni che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum preventivo».
Che «deve registrare un consenso di almeno il 30% dei lavoratori». Il ministro poi parla dello sciopero "virtuale", cioè una protesta che non vada a toccare i diritti degli utenti. «La protesta - dice Sacconi - si può fare con una fascia al braccio e, comunque, saranno le parti a disciplinare la questione». «Lo sciopero virtuale - aggiunge - sarà disciplinato dalla contrattazione perchè potrà essere effettuato con varie modalità, con o senza la trattenuta del salario». «In questo caso - spiega - ci deve essere un danno anche per la controparte, più che proporzionato alla rinuncia dei lavoratori». Stesso discorso per l'adesione individuale allo sciopero «che è rinviata alla contrattazione».
Lo sciopero selvaggio. Ci saranno norme per evitare lo sciopero "selvaggio", svolto al di fuori delle regole previste dalla legge e dai contratti. Questo sciopero potrà costare, in alternativa alla sanzione disciplinare attualmente già prevista, anche una multa da 500 fino a 5mila euro al lavoratore per "illeciti amministrativi". Per quanto riguarda le forme di lotta che provocano problemi alla viabilità, Sacconi aggiunge: «Si potranno sanzionare anche i comportamenti sleali nello sciopero dell'autotrasporto o quelle forme di lotta di altre categorie che bloccano autostrade, aeroporti e, in genere, la circolazione». Infine una norma sulla revoca dello sciopero. Sarà necessario un "congruo anticipo". Infatti molti piccoli sindacati puntano sull'effetto annuncio. Indicono lo sciopero e, con ciò, provocano disagio ai viaggiatori, e poi lo revocano all'ultimo istante, quando ormai il danno è fatto.
Critica la Cgil. «In materia di libertà del diritto di sciopero, costituzionalmente garantito, bisogna procedere con molta attenzione», avverte Epifani. «Se c'è qualcosa da aggiustare la si può vedere - continua - ma se si vogliono introdurre forzature, allora è un'altra questione». «Non va - aggiunge il segretario della Cgil - l'adesione preventiva dei lavoratori prima di uno sciopero, perchè vuol dire poter discriminare la libera scelta del lavoratore e rendere lo sciopero inutile». Più in generale, la Cgil avverte che «bisogna stare attenti quando si interviene in questa materia, perchè non bisogna rendere più debole il mondo del lavoro». Insomma «c'è una grande ambiguità». Più possibilista il segretario della Cisl, Bonanni: «Spero che si possa regolare la materia degli scioperi in modo da permettere alla maggioranza dei lavoratori di governare questo diritto». Quindi, una frecciata polemica a Epifani: «Ogni giorno strilla che c'è un lupo in giro. Spero che questo non faccia abbassare l'attenzione di tutti».
Nettamente contrari i Cobas che parlano di stretta autoritaria, mentre per i sindacati dei piloti il testo va bene.
Confindustria. Il presidente Marcegaglia considera "complessivamente positivo" il disegno di legge delega e propone di allargare il referendum anche ad altri settori. «Lo sciopero - afferma - è un diritto, ma hanno diritto anche le persone che restano bloccate per giorni negli aeroporti».
Di Pietro. Duro attacco dell'Idv: «E' una legge che sequestra e uccide il diritto, obbligando chi protesta a lavorare senza essere pagato. Il governo se ne accorgerà quando i lavoratori scenderanno in piazza per difendere l'occupazione. Speriamo che anche il Pd possa uscire dall'ambiguità e assumere posizioni nette».

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