Alla nuova Commissione funzioni di arbitrato e conciliazione
RAPPRESENTATIVITA', SOGLIA DEL 50%
Il disegno di legge fissa una soglia del 50 per cento di rappresentatività dei sindacati per poter proclamare uno sciopero. In sostanza, occorre che le varie sigle sindacali riescano a dimostrare di essere "dotate" complessivamente , a livello di settore, di un grado di rappresentatività superiore a questa soglia per poter proclamare e vedere "legittimata" la protesta. Una soglia che difficilmente potrebbe essere raggiunta da una sola confederazione e che quindi spinge le organizzazioni a individuare un accordo sulla decisione di scioperare.
REFERENDUM PER LE SIGLE
CHE HANNO ALMENO IL 20%
In alternativa alla definita soglia del 50% per essere legittimati a proclamare lo sciopero, le sigle minoritarie potranno ricorrere a una consultazione referendaria. Queste sigle devono però, a loro volta, avere un tetto di rappresentatività di almeno il 20 per cento, sempre a livello di settore. Lo sciopero tuttavia potrà essere proclamato solo se il referendum tra i lavoratori otterrà il via libera da 30 per cento che sono impiegati nel comparto o nell'azienda interessata alla protesta. In pratica, verrebbero eliminate le sigle poco rappresentative.
SCIOPERO VIRTUALE
La sua previsione viene rimandata alla contrattazione, ma potrà essere obbligatorio per quelle categorie la cui astensione dal lavoro determina «la concreta impossibilità di erogare il servizio principale essenziale». Insomma, saranno le parti a disciplinarlo. Potrà essere attuato in varie modalità, con o senza trattenuta del salario. In quest'ultima eventualità - ha precisato il ministro sacconi - dovrà esserci un danno anche per la controparte, più che proporzionato alla rinuncia dei lavoratori. Lo sciopero virtuale - ha aggiunto - si potrà anche fare con una fascia al braccio.
STOP ALL'EFFETTO ANNUNCIO
Per la revoca di uno sciopero sarà necessario un «congruo anticipo». Si potranno così evitare i danni dell'effetto annuncio e si potranno ampliare le possibilità di conciliazione tra le parti. La revoca all'ultimo momento della protesta sarà possible solo di fronte a un accordo definitivo, e dunque non di fronte ad un semplice compromesso che possa portare ad una tregua. Secondo la Commissione di garanzia, nel 2008 rispetto a oltre 4.000 dichiarazioni di sciopero, gli scioperi effettivamente attuati sono stati 2.625, cioè oltre la metà di quelli proclamati.
DIVIETI DI BLOCCO ALLA CIRCOLAZIONE
Viene fissato il divieto di forme di protesta o astensione «in qualunque attività o settore produttivo che, per durata o modalità di attuazione» possono essere «lesive» del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione dei cittadini. Anche i fermi degli autotrasportatori dovranno essere sottoposti a regole: dovranno, in particolare, garantire servizi minimi e limitare la durata dell'astensione. In pratica, il disegno di legge dovrebbe poter arginare il fenomeno degli scioperi selvaggi che si sono verificati sulle strade e, recentemente, negli aeroporti.
MULTE FINO A 5 MILA EURO PER LE PROTESTE SELVAGGE
Lo sciopero selvaggio, svolto al di fuori delle regole previste dalla legge o dai contratti, può costare al lavoratore da 500 a 5.000 euro di multa. Il provvedimento prevede infatti che possano essere considerati, in alternativa alla sanzione disciplinare attualmente prevista dalla legge, «illeciti amministrativi» i comportamenti dei «lavoratori che si astengono dal lavoro in violazione delle norme di legge o di accordo o contratto collettivo». La multa sarà decisa rispetto alla gravità dell'infrazione, alle motivazioni e alle modalità dell'astensione
NO ALLA SOVRAPPOSIZIONE DELLE PROTESTE
Nuove regole sono anche previste sugli intervalli minimi tra uno sciopero e l'altro e sulla concomitanza di stop che incidono sullo stesso bacino di utenza. Nella sostanza, il disegno di legge punta ad evitare che nell'arco di una stessa giornata possano coincidere più scioperi in settori diversi del trasporto pubblico, da quello aereo a quello ferroviario o a quello urbano. E punta altresì ad evitare che più agitazioni possano essere attuate nella stessa regione, nella stessa provincia o nella stessa città provocando il blocco della circolazione.
LA COMMISSIONE
PER LE RELAZIONI DI LAVORO
Nuovi poteri e nuovo nome alla Commissione di garanzia degli scioperi nei servizi pubblici che diventa "Commissione per le relazioni di lavoro" ed avrà anche un ruolo di intervento preventivo degli scioperi attraverso attività di conciliazione e arbitrato. La Commissione, che resta «indipendente», scenda da nove a cinque componenti, inoltre «avrà una dotazione di personale certa». Insomma, «manterrà la sua funzione di garanzia, ma sarà un organo più efficace e compatto». «Cercherà - ha spiegato Sacconi - di prevenire il formarsi dei conflitti».