PESCARA. «Siamo arrivati alle elezioni per cinque firme. E Dio ce la mandi buona in sede giudiziaria». Così Maurizio Scelli ha liquidato ieri la gestione elettorale del Pdl affidata al senatore Filippo Piccone, rimarcando un timore che si sta rafforzando nella compagine di centrodestra. Timore legato ai ricorsi al Tar per l'annullamento delle elezioni regionali del 14 e 15 dicembre presentati da alcuni esponenti del Pd e dell'Italia dei Valori contro la presentazione all'Aquila delle liste del Popolo della libertà, cioè quella del candidato presidente Gianni Chiodi e del suo listino.
L'udienza è stata fissata alle ore 10 dell'11 marzo al Tar dell'Aquila. Il ricorrente più eccellente è l'ex presidente del Consiglio regionale Marino Roselli, ci sono poi altri ricorrenti del Pd e alcuni candidati non eletti dell'Italia dei Valori.
«Il nostro è un ricorso molto preciso, ponderato, corretto. Ci sono le condizioni perché venga accolto», ha commentato Roselli.
Nel ricorso si denunciano irregolarità nella presentazione delle liste, mancanza di certificati elettorali e la violazione di alcuni requisiti di forma nell'autenticazione delle firme. In particolare Roselli e gli altri ricorrenti sostengono che le liste con le firme sono state presentate dai delegati del Pdl in ritardo, alle 13,30 del 1º novembre 2008, come risulterebbe dal verbale di ricezione, e non entro le 12 come perentoriamente stabilisce la legge. Fino a quel momento i rappresentanti del Pdl, sostiene il ricorso, erano stati impegnati a rivedere le liste delle firme. Come prova viene indicato un filmato della Rai che tra le ore 11,30 e 12,30 di quel giorno, «documenta che, a tempo ormai decorso, soggetti facenti capo alla lista "Il Popolo della libertà" erano intenti ancora a manipolare e verosimolmente integrare la documentazione di corredo».
Queste irregolarità, se vere o presunte lo stabilirà il Tar, hanno condizionato dall'inizio lo svolgimento del voto. In un primo momento, il 2 novembre, l'Ufficio centrale regionale della Corte d'Appello abruzzese aveva per vizi formali escluso dalle elezioni le liste del Pdl, di Alleanza Federalista e Per il bene comune. Il giorno dopo la Commissione dell'ufficio elettorale regionale aveva riammesso la lista del Pdl, respingendo i ricorsi di Alleanza Federalista e Per il bene comune, che però veniva riammesso dal Tar il 17 novembre, costringendo il presidente vicario della giunta Enrico Paolini a rinviare il voto di due settimane, quindi al 14 e 15 dicembre, per dare modo alla lista riammessa di fare campagna elettorale.