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Pescara, 28/04/2026
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Data: 01/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Franceschini: «Assegno per chi perde il lavoro» «Il governo faccia un decreto, lo voteremo». Epifani: bene. Brunetta: il Pd faccia una proposta seria

ROMA - Mancano più di tre mesi alle europee e amministrative del 6 e 7 giugno, ma il discorso di Enrico Franceschini sceso a Bari a una manifestazione sul Mezzogiorno sembra traguardato proprio a questa scadenza: «Non possiamo perdere tempo, in queste elezioni sono in gioco molte cose compreso il futuro della democrazia italiana», dice il segretario del Pd guadagnandosi la stizzita replica del portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti: «Ma quale democrazia in pericolo... Sempre lo stesso vecchio menù contro il governo e Berlusconi, come nelle trattorie in cui un cartello diceva: sabato trippa».
E' tuttavia sul terreno economico che il successore di Veltroni sceglie di caratterizzare il suo intervento in una regione del Sud e in un momento di grave crisi economica: «Un assegno mensile di disoccupazione per quelli che perdono il posto di lavoro», è la richiesta del segretario pd, che rivolgendosi a Berlusconi dice: «Porti subito questa proposta in Parlamento, faccia un decreto d'urgenza, come ne ha fatti tanti. Su questo noi lo sosterremo». L'idea di Franceschini non fa però breccia nella maggioranza. Secca la replica di Renato Brunetta: «Franceschini probabilmente non sa - rileva il ministro della Funzione pubblica - che l'indennità di disoccupazione è un ammortizzatore sociale che copre un segmento di lavoratori non coperti dalla cassa integrazione ed è tra il 55 e il 60% del salario per un anno e che funziona. Non so a cosa si riferisca il segretario del Pd. Attendiamo una proposta tecnica, seria e articolata», aggiunge Brunetta affermando che «il governo ha stanziato otto miliardi per la cassa integrazione in deroga e che non c'è un solo lavoratore italiano che abbia problemi se perde il lavoro». A Brunetta risponde Enrico Letta precisando che la proposta di Franceschini «è il centro di una moderna risposta alla crisi, che attraverso una riforma degli ammortizzatori sociali crei un assegno di disoccupazione universale che - dice il responsabile welfare del Pd - rappresenti il superamento dell'attuale asimmetria del nostro mercato del lavoro che garantisce pienamente chi ha contratti a tempo indeterminato e non dà nulla ai parasubordinati». E a Franceschini va l'apprezzamento anche di Guglielmo Epifani che gli riconosce il merito di «affrontare correttamente temi che riguardano le condizioni più drammatiche delle persone in questa fase di crisi. Il governo - aggiunge il leader della Cgil - deve dare risposte immediate». Altra proposta lanciata ieri dal neosegretario del Pd è quella di accorpare nell'election day del 6 e 7 giugno anche il referendum a favore di un sistema elettorale maggioritario: «In un momento di crisi come questo - osserva Franceschini - non c'è alcuna ragione per spendere 400 milioni di euro per fare il referendum una settimana dopo le Europee». Plauso incondizionato a questa proposta del segretario democrat dai prodiani e, in particolare, da Arturo Parisi, che la definisce «importantissima». Ma la lode più aperta e significativa Franceschini ieri l'ha ricevuta da Massimo D'Alema: «La crisi del Pd si è chiusa con l'elezione di Dario Franceschini, un segretario giovane, con il quale siamo tutti impegnati a ridare al partito un profilo forte e non sbiadito come quello presentato in questi mesi. Anche se sui grandi temi - ha aggiunto l'ex premier, con evidente riferimento al caso Englaro - la libertà di coscienza è un valore fondamentale, noi dobbiamo dire da che parte stiamo».


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