I democratici rilanciano sulla crisi: «Siamo pronti a sostenere questo provvedimento in Parlamento»
ROMA. «La prima proposta contro la crisi è di dare un assegno mensile di disoccupazione per tutti quelli che perdono il posto di lavoro. Berlusconi porti il provvedimento in aula, noi lo sosterremo». Dario Franceschini, da Bari, tappa meridionale nel suo viaggio per rilanciare il Partito democratico, sfida il governo a fare di più sulla crisi economica.
E lancia anche un forte allarme sullo stato della democrazia italiana: «Manca pochissimo alle elezioni europee e amministrative - ha detto - e non possiamo perdere tempo perché sono in gioco molte cose, compreso anche il futuro della democrazia». I rapporti di forza che usciranno dal voto «condizioneranno tutto ciò che succederà in futuro». Il rilancio del Pd, dopo le sconfitte elettorali, passa attraverso un più netto profilo di opposizione e un maggiore grado di coesione interna. Perciò occorrerà superare «l'insopportabile litigiosità interna di cui non se ne può più, dedicando orgogliosamente un po' di tempo a rivendicare i meriti di quello che abbiamo fatto in un anno, cioè un contenitore nuovo». Per Franceschini «non c'è nessun partito italiano che abbia un radicamento come il nostro e abbiamo raggiunto l'obiettivo del mescolamento delle provenienza, da Ds e Margherita».
La tesi del «profilo forte» piace a Massimo D'Alema che ieri ha ammesso come il Pd in questi mesi abbia presentato un'immagine sbiadita. Per superarla il partito «deve dire da che parte stiamo». Partito unito e opposizione chiara: «La voce va alzata quando va alzata», ha detto Franceschini insistendo su un ulteriore motivo di preoccupazione rappresentato «dalla demagogia pericolosa del governo sulla sicurezza». Nessuno sconto alle cosiddette ronde: «Se si legittimano con legge è come dire ai cittadini fatele e non so se i cittadini si sentono più sicuri se per strada ci sono in giro gruppi di giovani e pensionati piuttosto che di poliziotti e carabinieri».
Franceschini denuncia «quella delle ronde come un'operazione di copertura perché contemporaneamente il governo taglia tre miliardi e mezzo di euro al comparto della sicurezza e le volanti della polizia non hanno benzina per andare in giro». Altra bocciatura per il governo è arrivata a proposito della data di convocazione del referendum sulla legge elettorale. «Soprattutto in un momento di crisi non c'è alcuna buona ragione per spendere 400 milioni di euro per fare il 14 giugno il referendum e non invece abbinarlo alle europee e regionali del 7 giugno».
Il Pdl con Bocchino ha bocciato come «contraddittorio» il discorso di Franceschini e il ministro Brunetta lo ha bacchettato perché «l'indennità di disoccupazione è un ammortizzatore sociale tutto sommato limitato». Valutazioni positive dai sindacati. Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, ha espresso apprezzamento perché l'Italia «chiede una svolta». Raffaele Bonanni, segretario della Cisl ha chiesto al governo «di cogliere la disponibilità al dialogo sulle misure per fronteggiare la crisi».