PESCARA - E' un no secco, un no irrevocabile, un no motivato. Gianni Chiodi rispedisce al mittente l'appello del governo per ospitare una delle quattro centrali nucleari, è l'unico dei governatori di centrodestra a non aprire le porte ai reattori di quarta generazione dopo l'accordo firmato a Roma tra Berlusconi e Sarkozy. «Io sarei favorevole, favorevolissimo, ma il fatto è che l'Abruzzo non ha siti idonei per ospitare una centrale», dice il presidente. Non è questione di nimby, il not in my back yard non fa parte delle sue corde, è una valutazione fatta con i piedi per terra, nella terra d'Abruzzo. «Ho anche votato a favore del referendum del 1987, quando il clima in Italia rispetto al nucleare era molto diverso da ora - spiega il governatore - Sono quindi consapevole che quella del nucleare è l'unica tecnologia che ci potrà consentire di produrre energia in quantità importante a costi contenuti, con un minore impatto ambientale. Anche se non mi nascondo che gli aspetti di criticità sono ancora tanti. E quindi il mio no non è un no ideologico, ma pratico».
Pratico, fondato sulla oggettiva mancanza di aree. Così L'Abruzzo si schiera con quelle regioni, in maggioranza a guida di centrosinistra, che si sono immediatamente defilate come Puglia, Piemonte, Lazio e Toscana. E mentre quasi tutti i presidenti pidiellini hanno accettato di ospitare le centrali, e la Lombardia ha nicchiato, anche la Sardegna del neo-governatore Cappellacci ha fatto sapere che non se ne parla, e proprio su Facebook il successore di Soru ha voluto rassicurare i suoi elettori: «State certi che dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile». Che non è proprio la posizione di Chiodi, ma la sostanza alla fine è la stessa.
E manco a farlo apposta, in questi giorni Gianni Chiodi sta leggendo appunto "Energia", il libro di Piero Angela sull'energia come motore della vita politica e sociale. Sarà per questo che a un certo punto sostiene che l'energia è stata tanto importante anche per l'emancipazione della donna, «sembrerà banale ma in effetti si pensi a quanta parte del tempo la donna ha recuperato grazie agli elettrodomestici», ma lavatrici, lavastoviglie e robot a parte, la sfida energetica è quella che dovremo affrontare nell'immediato futuro. «Sono convinto che nel futuro saranno più che mai necessarie le centrali nucleari: se vogliamo continuare a vivere secondo i nostri attuali standard a prezzi accessibili per i cittadini, quella forse sarà l'unica strada praticabile. Per questo il mio non è un rifiuto ideologico, e tantomeno un "non nel mio cortile", anche perchè un eventuale incidente, tra l'altro molto improbabile, in una regione vicina, non ci eviterebbe problemi nè di natura sanitaria nè di natura ambientale».
E mentre gli ambientalisti si affannano a mettere in cattivissima luce la tecnologia Epr di cui non esiste al mondo un solo esemplare (ma solo un paio di cantieri), considerando il ritorno all'atomo «un ennesimo spreco di denaro pubblico», Chiodi mette le mani avanti: «L'Abruzzo, lo ribadisco, non ha siti con requisiti tecnici tali da ospitare un reattore nucleare», e quindi stiamo tranquilli di qui all'eternità, ma la sfida del futuro è quella energetica. «Da politico dico che la più grande preoccupazione nell'immediato futuro sarà quella di avere energia a basso costo, è questa la sfida del domani, se vogliamo mantenere il nostro attuale standard di vita senza contenere i consumi. Altre strade non mi sembra ci siano».