Sabelli: «Siamo ritornati a riempire gli aerei ai livelli della vecchia compagnia»
MILANO - Imminente il disco verde di Bruxelles all'alleanza nei cieli tra Alitalia e Air France che consentirà l'ingresso vero e proprio di Parigi e il varo del nuovo network per migliorare ancora il servizio. La nuova Alitalia si sta riprendendo la fiducia dei clienti: il load factor, cioè il tasso di riempimento degli aerei, è «salito al 59%», lo stesso livello della vecchia Alitalia, come ha spiegato ieri Rocco Sabelli durante la prima convention con i dipendenti della compagnia tenutasi a Fiumicino. Il pilota della nostra compagnia di bandiera ha ribadito alcuni "numeri" dei primi mesi di attività comunicati due giorni fa al consiglio riunito a Milano, presso Intesa Sanpaolo, preceduto dall'esecutivo, che avrebbe rinviato a giugno l'approvazione del bilancio 2008, trasferito a Fiumicino la sede sociale della società e preso atto del budget 2009, rivisto al ribasso. In conseguenza dell'aggravarsi della crisi oltre alla concorrenza della Tav, il cda ha preso atto della revisione al ribasso dei target di quest'anno: in particolare i ricavi scenderanno da 4,1 a 3,6 miliardi ma senza incidere sostanzialmente sul risultato finale, atteso in rosso per 310 milioni. Il deficit dovrebbe rimanere inalterato grazie al ribasso del prezzo del carburante rispetto alla previsione. E proprio per mettersi al riparo da possibili oscillazioni di prezzo, Sabelli procederà a operazioni di hedging, cioè di copertura mediante strumenti finanziari: a questo proposito Intesa si è fatta carico di un rischio per 150 milioni, ma contatti sarebbero in corso con Unicredit e Mps allo scopo di sollecitare un loro ulteriore intervento. Tra le comunicazioni ai consiglieri, il presidente Roberto Colaninno avrebbe informato che entro i primi 10 giorni di marzo è attesa l'autorizzazione dell'Antitrust europeo all'ingresso di Air France nel capitale col 25%. E entro la fine di marzo, Parigi formalizzerà il versamento dei 322 milioni della propria quota nell'aumento di capitale deliberato ad hoc dall'assemblea di dicembre. Contemporaneamente si riunirà il consiglio per far posto ai tre consiglieri francesi. Dopo un paio di settimane di attività, iniziata il 13 gennaio, a causa della crisi e delle turbolenze che hanno accompagnato il decollo di Cai, il loard factor era precipitato al 42%. Il tasso di regolarità, che indica il numero dei voli regolarmente decollati e quindi l'impatto delle cancellazioni, ha aggiunto Sabelli ieri davanti ai dipendenti, «nelle ultime settimane è al 99,5%». E l'indice di puntualità (decolli e atterraggi entro 15 minuti dall'orario previsto) è intorno al 70%. «Vendere è parte del piangere», ha invece commentato Colaninno, davanti ai dipendenti, utilizzando un «antico detto contadino» della sua Mantova per spiegare le «prospettive future della compagnia» dal punto di vista degli azionisti protagonisti del piano di salvataggio. «Non c'è alcuna intenzione di vendere, al contrario, come dimostrano gli obiettivi del piano di rilancio», risanata la compagnia gli azionisti italiani avranno «intenzioni esattamente opposte».