PESCARA. Non tutti gli anziani che speravano di ottenere la social card sono riusciti ad averla. In Abruzzo le tessere per gli acquisti rilasciate e poi effettivamente caricate sono state 8.033, ma gli aspiranti erano molti di più. Sono state 11.551, infatti, le persone che hanno fatto domanda per cui oltre il 30 per cento dei richiedenti abruzzesi non ha ottenuto la carta. Per lo Spi Cgil, sindacato dei pensionati, non c'è da stare allegri, anche perché chi ha ricevuto la card ha subito una doppia umiliazione: l'ha dovuta chiedere e ogni volta la deve esibire nei negozi, per fare la spesa.
A tirare le somme è il segretario regionale dello Spi Cgil, Giovanna Zippilli, la quale fa notare come siano stati esclusi anziani che vivono con somme minime. «Si pensi», ha detto la Zippilli, «che non si ha diritto alla social card con una pensione di appena 481 euro al mese lordi. A ciò si aggiunga che molti anziani avevano i requisiti di reddito ma non avevano altri requisiti: è stato scartato, ad esempio, chi ha due automobili (magari una intestata al figlio) e chi ha due linee dell'Enel a suo nome (magari una per casa e l'altra per un vecchio garage)».
La Cgil non ha mai condiviso questo strumento di aiuto ai pensionati ma oggi più che mai ritiene che l'iniziativa sia da bocciare «perché», commenta sempre Zippilli, «i 40 euro al mese che vengono caricati sulla card sono insufficienti rispetto ai bisogni reali e non possono contribuire a rilanciare i consumi. Il governo, poi, ha impegnato risorse insufficienti e il contributo si annuncia provvisorio, perché non sono previste risorse per i prossimi anni».
In Abruzzo le persone con più di 65 anni sono 280.893 (dati 2007), contro i 256.612 del 2001, e le pensioni erogate complessivamente tra Inps e Inpdap sono 436.754. Una pensione media è di 538,58 euro, mentre in Italia la media è ben più alta, cioè 702,11 euro, e se si esclude il dato delle pensioni di invalidità e le reversibilità si arriva ad una media di 817,54 euro di pensioni da lavoro dipendente, contro i 1.037,60 euro della media nazionale. Anche le reversibilità sono più basse che altrove: 360,98 euro contro 455,87. Sempre in Abruzzo il 65 per cento delle pensioni arriva ad un massimo di 500 euro, l'80 per cento arriva a 750 euro e appena il 6 per cento oscilla tra i mille e i 1.500 euro. Questi numeri, per lo Spi Cgil, indicano che chi vive di pensione è davvero in sofferenza e se il governo Prodi ha sostenuto 84mila anziani abruzzesi con le quattordicesime, il governo Berlusconi ha erogato 8.033 social card, «aiutando il 10 per cento degli anziani rispetto al governo precedente» - ha sottolineato Giuliano Colazilli, «non si dimentichi, poi, che Berlusconi aveva promesso un milione e 300mila social card, mentre ne sono state distribuite 580.268 e ricaricate 423.868».
Questo è solo uno dei motivi per cui anche i pensionati abruzzesi saranno giovedì a Roma per la manifestazione nazionale dello Spi Cgil. Dalle quattro province partiranno tra i 12 e i 15 pullman, «e vogliamo mobilitare le donne», ha annunciato Maria Pia Di Nicola, perché sono «il 52 per cento dei pensionati».