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Pescara, 28/04/2026
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Data: 03/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Toto, depositata la memoria difensiva. Inchiesta sul Comune, D'Alfonso presenterà il suo dossier al gup

PESCARA. Carlo Toto sceglie la strada già imboccata, e poi abbandonata, da Luciano D'Alfonso, e presenta al pm una memoria difensiva per dimostrare la legittimità della procedura sul project financing per la gestione dell'area di risulta. Un affare da oltre 50 milioni, dietro il quale secondo l'imprenditore non si nasconderebbero scambi di favori con il sindaco, compensato per la procura con viaggi, cene, contributi elettorali e un autista factotum stipendiato dallo stesso patron di AirOne. Nessuna corruzione, replica Toto, forte anche della pronuncia del Consiglio di Stato.
I giudici più volte hanno ribadito la correttezza della procedura seguita dal Comune. Di tutt'altra opinione è, invece, il pm Gennaro Varone, che ritiene che l'imprenditore fosse in grado di influenzare le scelte dell'amministrazione. Secondo il magistrato, l'ex dirigente comunale Giampiero Leombroni, indagato anche lui per corruzione per avere affidato 7 lavori in città alla ditta Eredi Cardinale che realizzò la villa di D'Alfonso a Lettomanoppello, avrebbe operato «quale longa manus di Toto per la predisposizione degli atti di gara».
A Leombroni, ricorda il pm nella richiesta di sequestro preventivo dell'immobile del sindaco a Letto poi disposto dal gip, sono stati sequestrati degli appunti, datati 5 e 9 maggio 2006, dai quali «si evince che l'elaborazione del Piano economico e finanziario allegato al bando pubblicato con delibera 626 del 7 luglio 2006 è stata preceduta da simile elaborazione compiuta da Leombroni per conto della Toto spa».
«Che un imprenditore», è la tesi di Varone, «partecipi all'elaborazione dei progetti allegati a un bando di gara, è univocamente indicativo di un pilotaggio della gara di appalto».
Leombroni, già dipendente della Provincia, era stato chiamato da D'Alfonso come dirigente dei lavori pubblici in Comune. Nel luglio 2005, si era dimesso per divergenze con il sindaco, legate «all'ossessiva ingerenza di D'Alfonso nei compiti riservati ai funzionari». Il 19 giugno 2006, è stato assunto dalla Toto spa. «E' di tutta evidenza», conclude il magistrato, «che la sua collaborazione con Toto sia cominciata fin dal maggio 2006 e che egli abbia operato in sinergia con l'amministrazione comunale», per preparare gli atti di gara e spianare la strada a Toto.
Leombroni è il funzionario che ha curato anche il project financing da 18 milioni sulla manutenzione e la gestione dei cimiteri cittadini, aggiudicato all'imprenditore Massimo De Cesaris, che curò la ristrutturazione della casa pescarese di D'Alfonso. Le verifiche sul cd rom che gli è stato sequestrato, contenente un back up del computer in uso all'ex dirigente quando lavorava in Comune, secondo Varone dimostrerebbero che «le relazioni datate 13 dicembre 2004, allegate ai verbali di aggiudicazione della licitazione privata e predisposte dai commissari di gara Leombroni, Ferragina e Mariani, sono state elaborate sulla base di un file scritto con il programma word concesso in licenza ad "Angelo De Cesaris srl"».
Toto, intanto, ha depositato l'atto difensivo per smontare le accuse prima della chiusura, ormai imminente, dell'inchiesta. Una strategia, quella della memoria al pm, sulla quale il sindaco ha deciso invece di soprassedere, puntando dritto sull'udienza preliminare. Al gup, D'Alfonso - accusato di corruzione per 520mila euro - consegnerà il dossier - in preparazione - con tutte le spese, i versamenti e i movimenti bancari che oggi la procura ritiene sospetti.

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