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Data: 20/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'Aquila. Lavori in via Roma, oggi summit al ministero. Altri consensi alla proposta di Fi di una commissione che valuti il futuro dell'opera

L'incontro chiesto da Cerasoli (Uil-Beni culturali) che dice: percorso da cambiare

L'AQUILA. Una riunione, per stabilire da un punto di vista tecnico quali sono le misure che il Ministero dei Beni Culturali intende prescrivere per le esigenze di tutela di tutti gli edifici storici di via Roma interessati dai lavori della metropolitana, è stato convocato per oggi a Roma. Lo ha reso noto il segretario generale Uil Beni e Attività Culturali, Gianfranco Cerasoli. Intanto continua il dibattito aperto dalla presa di posizione di Dino Di Fabio (Forza Italia) che ha chiesto una commissione per valutare se e come andare avanti nei lavori della metro.
La riunione di oggi a Roma nasce anche da una diversità di vedute (che ufficialmente non è mai emersa e che Cerasoli chiama distonie) all'interno dei vertici della Sovrintendenza su come andare avanti nei lavori che interessano in particolare via Roma. E forse anche per questo Gianfranco Cerasoli, ha voluto portare la questione al livello romano. E Cerasoli una sua idea su come potrebbe muoversi il ministero ce l'ha già: «Occorre pensare a un cambio di tracciato (escludendo la parte alta di via Roma nrd) mettendo in cantiere una variante che possa consentire di rimediare a tutti gli errori e alle superficialità che sino ad oggi si sono registrate con danni a carico dei cittadini e di cui oggi ancora non si ha una percezione immediata. La riunione a Roma deve dare impulso all'azione di tutela più rigorosa a salvaguardia del patrimonio storico artistico e architettonico della città dell'Aquila». Vittorio Festuccia (capogruppo Ds in consiglio) relativamente alla proposta di fare una commissione che valuti l'opportunità di andare avanti o meno coi lavori della metro dice: «Abbiamo sempre detto che il percorso individuato non era idoneo e che era carente del piano economico e finanziario. Più volte abbiamo chiesto che la convenzione capestro passasse in aula, ma fu ratificata dalla giunta (o meglio dai dirigenti) e dal concessionario ed è quella che determina le difficoltà riassunte nei 2 miliardi e 800 milioni l'anno da concedere al concessionario per trenta anni. Andava fatto tutto diversamente con investimenti sui bus elettrici o a metano. Comunque sia il tracciato della tranvia è sbagliato. Abbiamo sempre detto che era necessario un raccordo con il polo scolastico di Colle Sapone e con il parcheggio di Collemaggio. Ora è necessario che sia il consiglio comunale ad esprimersi sul da farsi anche sulla scorta di un parere tecnico e giuridico "esterno"». Alfredo Moroni, consigliere Comunale dello Sdi in una nota scrive che «a questo punto, data anche la palese e sempre crescente contrarietà dei cittadini a quest'opera, è necessario che si apra in proposito un dibattito serio, responsabile e consapevole, privilegiando l'interesse pubblico e accantonando finalmente quello di parte. Il confronto potrebbe partire proprio dal Consiglio comunale, attraverso la costituzione di una Commissione tecnico scientifica, composta anche da soggetti esterni all'amministrazione, che valuti i costi e la fattibilità dell'opera, poiché certe scelte non possono venire imposte alla città come si è fatto finora. Questo era d'altra parte il senso della mia proposta di qualche tempo fa di fermare i lavori: cosa che, tuttavia, non è stata colta, oltre che dal collega Piccinini (An), da qualche "grillo parlante" che, intervenendo da una emittente televisiva locale, ha nei giorni scorsi bollato il centrosinistra come partito del no. Evidentemente il soggetto in questione, solitamente troppo impegnato a saltare da uno schieramento politico all'altro, si era perso qualche passaggio della vicenda».

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