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Pescara, 28/04/2026
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Data: 04/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Agroalimentare, lavoratori a rischio» Allarme di Filt Cgil e Fisascat Cisl: Alternativa '83 pronta a licenziare

PESCARA. «È giusto fare chiarezza sulla situazione dei dipendenti della cooperativa Alternativa '83, ma questo vale anche per gli addetti del centro agroalimentare». Dopo l'allarme lanciato dall'Ugl Terziario sulle condizioni dei parcheggiatori di Pescara, pagati in ritardo e con gravi incertezze sul futuro, Franco Rolandi della Filt Cgil e Lidia Forli della Fisascat Cisl manifestano le loro preoccupazioni per i lavoratori della cooperativa che non operano nel settore dei parcheggi «ma che, per motivi ancora non meglio precisati si apprestano ad essere licenziati».
«Parliamo di alcuni lavoratori, addetti al facchinaggio presso il centro agroalimentare "La valle della Pescara" che, da un giorno all'altro e dopo aver effettuato per circa trent'anni un lavoro a dir poco usurante, saranno licenziati a seguito di un cambio appalto deciso dalla Sma. La società dei grossisti alimentari presieduta da Piero Galasso, infatti, con una decisione che rasenta i limiti della legalità, dal 1º febbraio 2009 ha affidato il servizio ad una nuova cooperativa che impiega, fatto alquanto strano, gran parte dei lavoratori nonché gli stessi mezzi e attrezzature di proprietà dell'Alternativa '83».
Per chiarire la vicenda, Cgil e Cisl hanno chiesto l'intervento della Provincia di Pescara attraverso l'assessore alle Politiche del lavoro Antonio Castricone nonché dell'Arrsa, l'Ente regionale che avrebbe il compito di vigilare sulle attività e servizi di sviluppo agricolo.
«Il presidente della Valle della Pescara Camillo Sborgia» affermano Rolandi e Forli, «proprio in veste di rappresentante dell'Arrsa, ente che detiene, con oltre il 70%, il pacchetto di maggioranza della società, aveva manifestato il proprio impegno affinché si trovasse in tempi rapidi una soluzione per i lavoratori del centro agroalimentare rimasti senza occupazione. A oggi, nonostante gli impegni istituzionali assunti in Provincia, non si scorgono risultati». Allo stesso tempo, secondo i sindacati, all'interno del centro ci sarebbero «alcune situazioni di illegalità, tra le quali l'impiego di manodopera senza le adeguate autorizzazioni o ancor peggio priva del necessario contratto di lavoro».

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