"Privatizzare gli utili e socializzare le perdite. Trenitalia non sfugge alle consuete abitudini delle grandi imprese italiane (Fiat, Alitalia), annunciando attraverso l'ad Mauro Moretti un piano per suddividere le tratte del guadagno, per i passeggeri di serie A che godono dell'alta velocita', da quelle delle perdite, per i passeggeri di serie B che viaggiano sul binario unico di eta' borbonica. Sulle prime, tutte al Nord, Trenitalia si dichiara pronta ad ulteriori investimenti e all'ingresso di capitali stranieri. Sulle seconde, che portano ovviamente al Sud, l'azienda si lava le mani chiedendo che a pagare per il servizio sia lo Stato". E' quanto dichiara il segretario regionale di Rifondazione comunista Nino De Gaetano fortemente critico con i recenti annunci dell'amministratore delegato di Trenitalia. "Finalmente - prosegue - Moretti ha rivelato il vero volto dell'azienda permettendo ai calabresi di capire che le rassicurazioni fornite nelle ultime settimane a sindacalisti, sindaci e pendolari erano solo fumo negli occhi. Il disimpegno di Trenitalia, infatti, ormai non e' solo evidente nei fatti, con la riduzione dell'offerta per i passeggeri e per il trasporto merci e con le condizioni sempre piu' squallide in cui sono lasciati stazioni e treni sia sulla fascia tirrenica che jonica, ma viene addirittura teorizzato dall'amministratore delegato come ricetta necessaria per proseguire sulla strada del risanamento. Ai pendolari meridionali, gia' da tempo abbandonati al loro destino su mezzi fetidi e perennemente in ritardo, e ai lavoratori delle ferrovie destinati a essere "ridimensionati" come le tratte, ci pensasse lo Stato italiano!". "La logica irresponsabile e banditesca del ragionamento e' sotto gli occhi di tutti - prosegue De Gaetano - ed appare ancora piu' grave se si considera che ad aprire quella voragine nei conti lamentata da Moretti non sono stati certo gli investimenti sulle tratte meridionali, assolutamente inesistenti, ma decenni di allegra gestione da parte del management dell'azienda (Alitalia docet) che ora dovrebbero essere pagati proprio dai passeggeri del Sud, cioe' da quelli che l'azienda, con la sua politica miope, ha sempre penalizzato. Ai vertici di Trenitalia, con le forbici gia' puntate sui treni a lunga percorrenza che dalla Sicilia e dalla Calabria portano al Nord e viceversa, diciamo non solo che la ricetta e' sbagliata ma anche che sara' contrastata con ogni mezzo. Rifondazione comunista, infatti, e' pronta a dare vita, insieme con i cittadini calabresi, le parti sociali, le forze politiche e le istituzioni locali, a una grande mobilitazione regionale contro questo tentativo gravissimo di isolare ulteriormente la Calabria e il Sud".