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Data: 04/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Troppe merci su strada. Le emissioni diminuiscono dell'1,7% ma al Sud resta grave l'emergenza rifiuti

Crescono agricoltura bio, marchi ecolabel e turismo sostenibile

ROMA. Ancora emergenza per l'Italia dell'ambiente: la situazione è critica per i rifiuti al Sud, per la mobilità nei trasporti su strada, per l'inquinamento da Pm10 al Nord. Le buone pratiche riguardano la riduzione delle emissione climalteranti dell'1,7%, l'agricoltura biologica, i marchi ecolabel e il turismo sostenibile. E questo va aggiunto alla crisi economica e ai problemi strutturali dell'Italia: il divario tra Nord e Sud, il dilagare del potere mafioso, il debito pubblico.
La fotografia sullo stato dell'arte la scatta il rapporto di Legambiente "Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy", presentato ieri a Roma. I rifiuti sono ancora un'emergenza, presi come «metafora delle politiche ambientali», per «il clamoroso ritardo impiantistico» del Sud (ci sono il 47% delle discariche di tutto il Paese, soltanto il 14% di impianti per compostaggio e il 28% per il trattamento meccanico biologico). E il 54% dei rifiuti viene ancora smaltito in discarica, col record del 94% in Sicilia. Aumenta la produzione di rifiuti urbani (più 12% dal 2000 al 2006) e lo smaltimento illecito di quelli speciali per un giro d'affari di 4,5 miliardi all'anno. Tra le buone pratiche, i 1.081 comuni (nel 2007) oltre l'obiettivo del 40% di raccolta differenziata, la Sardegna che raggiunge il 38% al 2008, e i 118 comuni campani oltre il 40% di differenziata (Salerno arriva all'80% nei quartieri col porta a porta).
La mobilità è «un punto dolente»: il sistema dei trasporti paga gli spostamenti personali e di merci (per il 74% del totale su strada), un parco veicolare «spropositatamente elevato», l'emergenza smog delle città del Nord, e un trasporto pubblico che segna «una ripresa insignificante». Tra le buone notizie, la conferma del nostro Paese con il parco auto a minor emissione di CO2 (146 g/km contro una media europea di 158). Il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato il superamento del valore limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all'anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (oltre l'80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio). Per il capitolo clima, calano per la prima volta le emissioni di gas climalteranti dell'1,7%, per la combinazione tra bassa crescita economica e alte temperature invernali con minori consumi energetici. Con 570 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, l'Italia è comunque il terzo paese europeo per emissioni (del 17,5% sopra l'obiettivo al 2012).
C'è una «contrazione del gettito da tassazione ambientale»: nel 2007 la fiscalità ambientale ha raggiunto «il minimo storico degli ultimi 30 anni in rapporto alle entrate tributarie (8,9% sul totale di tasse dirette, indirette e in conto capitale)». L'Italia è diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio ecolabel, il 31% sul totale Europeo, con un grande successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati Iso 14001 nel 2008). È cresciuta l'agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007) e ha segnato un forte sviluppo il settore degli allevamenti biologici. Registra buoni risultati la ricettività diffusa (al 23% nel 2007) dei bed & breakfast e degli agriturismi, legata alle risorse naturali e agli insediamenti esistenti.

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