Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.513



Data: 04/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Gara pilotata»: indagati 3 dirigenti comunali. Area di risulta, perquisite le case e gli uffici di Dandolo, Pescara e Di Biase

PESCARA. «Hanno pilotato la gara d'appalto dell'area di risulta». Tre perquisizioni all'alba, prima nelle case e poi negli uffici, e tre nuovi avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta su appalti e favori al Comune che non conosce soste. Il pm Gennaro Varone contesta il reato di turbata libertà degli incanti al direttore generale Antonio Dandolo, ex capo di gabinetto della prefettura; all'architetto Pierpaolo Pescara, dirigente dei Lavori pubblici; all'ingegnere Luciano Di Biase, direttore di area tecnica. La nuova mossa della Procura è scattata ieri con un blitz affidato alla polizia. Tensione e sconcerto a palazzo comunale.
L'iniziativa del pm che indaga sul sindaco Luciano D'Alfonso e sui suoi rapporti con gli imprenditori prende le mosse dai nuovi interrogatori dei giorni scorsi. Ma anche dalla difesa dello stesso sindaco, che ha presentato un carteggio sulla riqualificazione dell'area di risulta della stazione ferroviaria che la Procura considera buono più per l'accusa che per la difesa. Insomma, torna in primo piano il nodo della gestione pluriennale dei parcheggi a raso e dell'offerta dell'imprenditore Carlo Toto. Un affare da 50 milioni di euro. Una gara «pilotata», per il pm, dalla presentazione di una sola offerta, quella di Toto, per gestire 4000 parcheggi e non 600 come riportato sul bando. Scrive il gip De Ninis: «Quanto al carteggio depositato da D'Alfonso in relazione alla vicende dell'area di risulta, l'assunto difensivo è che esso dimostri la buona fede del sindaco il quale, prima di decidere, avrebbe dimostrato di voler valutare e ricercare un assenso tecnico qualificato. Elemento non decisivo e certamente superabile, ma comunque degno di considerazione nel quadro del costituto difensivo del sindaco, avuto riguardo anche al fatto che la procedura, poi, non è stata completata. Il pm ha sul punto replicato che il funzionario del ministero (che ha espresso parere favorevole alla possibilità di includere nella controprestazione a favore del concessionario anche la gestione delle aree contermini) è stato anche commissario esaminatore del concorso per la riqualificazione dell'area di risulta: sicché anche il predetto carteggio è suscettibile di inquadramento nella prospettiva accusatoria, quale ricorso del sindaco a valutazioni conosciute in anticipo (o che si potevano prevedere essere favorevoli). In questa fase, pertanto, resta certamente valutabile in termini di gravità indiziaria la sussistenza della corruzione».
Da qui i tre avvisi spediti ieri e le contestuali perquisizioni avvenute prima nelle abitazioni dei tre dirigenti e poi nei loro uffici a palazzo comunale dove la tensione è tornata alle stelle, così come lo sconcerto di funzionari e dipendenti. La polizia ha lasciato il palazzo intorno a mezzogiorno portando via numerosi faldoni relativi alla procedura del bando di gara per l'area di risulta. Inoltre, sarebbero state visionate anche le carte dell'appalto del Ponte del mare.
Secondo il pm Varone i tre indagati, che facevano parte della commissione aggiudicatrice, avrebbero pilotato la gara in concorso con altri già identificati. Pierpaolo Pescara era già stato indagato per falso e truffa in relazione all'impiego di fondi destinati alla pubblicità istituzionale e usati per pagare altre spese. Di Biase e Dandolo, invece, entrano per la prima volta nell'inchiesta principale.
Il consigliere regionale e coordinatore provinciale di An Lorenzo Sospiri chiede le dimissioni di «tutta la maggioranza». Il vicesindaco Camillo D'Angelo, la giunta e i consiglieri di maggioranza hanno invece espresso «fiducia» nell'operato dei dirigenti.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it