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Pescara, 28/04/2026
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Data: 04/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Wineglass, la frenata della Clax. «Pronti a rifarlo, se la colpa è nostra, ma aspettiamo analisi e indagini»

Si complica l'affare Wineglass. La Clax Italia mette le mani avanti e si affida al risultato delle analisi che la ditta sta svolgendo insieme all'Università Federico II di Napoli per chiarire le responsabilità del cedimento dell'opera. In ogni caso, la parola fine non sarà scritta prima di due anni. «Se le analisi stabiliranno che la responsabilità della rottura è della Clax - dichiara Roberto Munzi, amministratore delegato della ditta di Pomezia - rifaremo l'opera a costo zero, altrimenti siamo disponibili a collaborare». Non è dunque scontato che il Wineglass venga riprodotto a costo zero. La Clax non solo chiede tempo per i test ma si trincera anche dietro l'inchiesta della Procura: prima della sua fine di riportare il calice a Pomezia non se ne parla. Un vero e proprio fuori programma. Secondo la ditta, poi, non è da escludere l'atto vandalico come causa del cedimento dell'opera, in quanto sarebbe tramontata l'ipotesi dell'escursione termica. Significa imbarcarsi in discussioni eterne su cause e responsabilità. «Abbiamo fatto le prove di invecchiamento del materiale utilizzato - ha spiegato l'architetto della Clax - e allo stato dei fatti sappiamo che il polimetacrilato resiste alle intemperie per più di trent'anni». In attesa delle analisi, che dovranno comunque essere confrontate con quelle che sta eseguendo lo staff di Toyo Ito, l'amministratore delegato della Clax ascoltato ieri in commissione vigilanza dai consiglieri e dal vicesindaco Camillo D'Angelo ha consigliato di mantenere il Wineglass così com'è. «Da architetto - premette Munzi - posso dire che l'opera suscita delle emozioni che prima non suscitava. Adesso è un'opera vissuta. Se si deciderà di tenerla così ci occuperemo di metterla in sicurezza, (l'imbracatura attuale del costo di 25mila euro, verrebbe tolta); se si deciderà di riprodurla ci vorranno due anni, nel frattempo bisognerà decidere cosa mettere al posto del Wineglass». Una serie di se e di ma che incrinano anche le ultime certezze. Poi l'architetto ha chiaramente detto che l'opera, unica al mondo, collaudata dagli assistenti di Toyo Ito e dai tecnici del Comune, è costata alla ditta 650mila euro di più di quanto è stata pagata dagli sponsor Lafarge (che ha già saldato il conto) e Caripe. «E' stato bravo D'Alfonso a convincere la nostra ditta, la terza al mondo che realizza opere in metacrilato, a realizzare un'opera al costo di 1milione e 100mila euro», dice Munzi, che fa l'esempio di un monumento realizzato nel '90 a Bagdad e costato 390 milioni di vecchie lire. «Se tornassi indietro comunque, - è la conclusione - rifarei comunque il Wineglass. Quando abbiamo saputo della rottura dell'opera per la Clax è stato un giorno di lutto».



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