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Pescara, 28/04/2026
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Data: 04/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il concorso per dirigenti avvelena la Provincia. La Cgil di Teramo sferra un duro attacco: «Ci sono delle disparità nella gestione del personale»

Precari a casa e buste paga leggere, ma l'ente sistema quattro posizioni di vertice

Dirigenti dentro, precari fuori. E in mezzo i dipendenti con buste paga sempre più leggere. E', in estrema sintesi, il quadro dipinto dalla Fp Cgil che parla di "figli di un dio minore" in Provincia. Il sindacato fra notare la «disparità» di approccio ad alcune questioni sul personale. Da una parte c'è la sollecitudine nell'espletare un concorso per quattro dirigenti, che si terrà domani, dall'altra l'incertezza in cui ancora viene lasciata tutta la partita dei 58 precari. «La Fp Cgil denuncia il silenzio assordante dell'amministrazione provinciale nei confronti delle richieste dei dipendenti e del futuro dei precari da stabilizzare. Nelle settimane precedenti si è assistito ad una vivace proliferazione di proposte di stabilizzazione di precari (da fare entro fine giugno, altrimenti saranno fuori, ndr)». Innazitutto c'è discordanza sui numeri: fra i vertici dell'ente c'è chi parla di 25, qualcun altro rilancia con 44 ma c'è chi giura su 16.
Proposte discordanti anche «per qualifiche, date di decorrenza della stabilizzazione, criteri di "scelta" dei precari e soggetti deputati alla "scelta". La Fp Cgil ha dunque chiesto «all'amministrazione un incontro urgente affinché si mettesse fine a questo penoso stillicidio e per capire, finalmente, quale fosse la proposta reale e definitiva. Nessuna risposta!».
Non va poi tanto meglio ai 450 dipendenti della Provincia. La Cgil fa notare che anche a febbraio, nelle loro buste paga, non c'è la produttività del 2008 (l'accordo è del 22 dicembre) e nemmeno i buoni pasto di gennaio e febbraio. I dipedenti aspettano, in media, mille euro ciascuno per la produttività. «Il contratto decentrato manca da 10 anni», incalza il sindacato, «nel 2006 i sindacati e l'amministrazione hanno siglato un importante accordo che prevedeva, in più step, la valorizzazione dell'80% dei dipendenti con le progressioni orizzontali e verticali. Ad oggi, dopo tre anni, l'iter non si è ancora concluso e, cosa ben più grave e diversamente dagli accordi, ad alcuni risulta attribuita sia la progressione orizzontale che verticale, ad altri né l'una né l'altra. E ancora. A seguito della mancanza dell'incremento del fondo 2008 al personale con posizioni organizzative (ma non si esclude che ciò possa essere esteso anche alle categorie D) in primis è stato ridotto il valore dell'indennità di risultato». Nel vuoto, anche in questo caso, la richiesta di una trattativa per il fondo del 2009, anche in previsione della "pausa" per le elezioni.
«Di contro», è l'affondo della Fp Cgil, «in nemmeno due mesi si approva (con la sola firma di Cisl e Uil), il piano occupazionale 2009-2011, si ridetermina la pianta organica e si bandisce prioritariamente il concorso per 4 nuovi dirigenti (alle politiche del lavoro e formazione; pubblica istruzione e cultura; polizia provinciale, caccia e pesca; personale, ndr). Perché tale disparità? Legittimo lo sforzo fatto per i dirigenti, ma perché non fare lo stesso anche per i 450 dipendenti e i precari che rischiano di essere licenziati?».

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