ROMA L'innalzamento dell'età per la pensione di vecchiaia femminile nel pubblico impiego si sta facendo, si farà, ma per adesso non c'è niente di deciso. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha voluto precisare quello che forse dai giornali di ieri non era abbastanza chiaro. L'ipotesi di portare anche per le donne a 65 anni (anziché 60) la soglia per l'uscita dal lavoro con la pensione piena è, appunto, un'ipotesi. E la bozza di riforma di cui si è letto? «Non è stata inviata alcuna bozza all'Ue. Ci possono essere tante bozze, ma nessuna decisione».
Certo, ci potranno essere dettagli diversi, si potrà prevedere un passaggio più graduale o più brusco, ma è comunque sicuro che una riforma verrà presentata in tempi abbastanza brevi. Nel frattempo, la notizia di una bozza già pronta è riuscita a produrre un risultato che di questi tempi appare miracoloso: mettere quasi d'accordo la Cgil e Cisl.
Epifani. Come era immaginabile, Guglielmo Epifani ha avuto parole molto polemiche nei confronti del governo. Per il segretario della Cgil alzare l'età di pensionamento per le donne significa «scaricare il costo della crisi due volte sul mondo del lavoro e tre volte sulle donne lavoratrice». Inoltre, aggiunge Epifani, «l'intervento sulle pensioni non va bene nel metodo perché è la prima volta che viene presa una decisione del genere senza sentire il sindacato».
Bonanni. Critiche altrettanto aspre al governo sono arrivate da Raffaele Bonanni. «Per la Cisl è inammissibile che su un tema delicato come quello delle pensioni, il governo abbia deciso unilateralmente, senza aprire un confronto con il sindacato, come si è sempre fatto per tutti gli interventi sulla previdenza». E quanto al merito, sarebbe «una decisione sbagliata che ci riporta indietro negli anni, introducendo criteri di accesso differenziati alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici pubbliche rispetto a quelle private». Ed Epifani commenta: «Se questa è la posizione di Bonanni, è giusta». Anche la Uil e l'Ugl hanno protestato.
Il governo. È probabile che le parole rassicuranti di Sacconi siano servite proprio a placare le critiche dei sindacati. Il ministro ha sottolineato che prima di assumere qualsiasi decisione «se ne dovrà discutere in Consiglio dei ministri», e ci vorrà anche un confronto «nei prossimi giorni con gli attori sociali».
Il Pd. Per Dario Franceschini, la bozza sul pensionamento a 65 anni per le dipendenti pubbliche rappresenta «una copertura non finanziaria, ma mediatica, della nostra proposta» sull'assegno di disoccupazione. Insomma il segretario del Partito democratico lascia intendere che il governo stia cercando un modo di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica. «Una classe dirigente seria non dovrebbe confondere e spaventare le persone».
Bruxelles. All'origine di tutta la vicenda c'è, come è noto, una sentenza della Corte di giustizia Ue: con un pronunciamento abbastanza singolare, i magistrati europei hanno giudicato l'attuale sistema italiano una forma di «discriminazione» fra i sessi. Per questo adesso la Commissione Ue si aspetta che l'Italia modifichi le regole previdenziali nel pubblico impiego. Ieri il commissario agli Affari sociali Vladimir Spidla ha risposto così alle domande dei cronisti di Bruxelles: «Spetta agli italiani discutere e trovare una soluzione». La sua portavoce ha peraltro fatto sapere che proprio per oggi è previsto «un incontro informale tra le autorità italiane e i servizi della Commissione Ue per discutere della questione».