ROMA - Il trenta per cento dei treni di servizio in meno nel 2009. Che significa meno Intercity, Intercity Plus, Intercity notte, Expressi, oltre ad alcune tratte specifiche e ai collegamenti con la Sicilia. È l'allarme lanciato dai sindacati dei ferrovieri in audizione presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato. Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl, Orsa e Fast hanno indicato nel taglio degli investimenti la causa della «pesante ristrutturazione» per il 2009 che potrebbe investire il cosiddetto «servizio universale» dei treni a lunga e media percorrenza. E fanno una proposta: una tassa sui carburanti per finanziare un piano poliennale di ammodernamento del parco rotabili per il trasporto ferroviario regionale e locale.
L'ALTA VELOCITA' - La responsabilità di tagli e difficoltà nei trasporti regionali, secondo i rappresentanti dei ferrovieri, potrebbe essere legata allo sviluppo dell'Alta Velocità, il cui potenziamento dell'offerta «ha evidenziato diverse criticità di traffico, soprattutto nel trasporto regionale e locale, criticità destinate ad ampliarsi». Le difficoltà «in alcune tratte e nella penetrazione e attraversamento dei nodi interessati potrebbero addirittura limitare la concreta attuazione delle ipotesi di potenziamento dell'offerta di trasporto regionale e locale, anche "travasando" finanziamenti di alta velocità-alta capacità a rete convenzionale».
I TAGLI - Il rischio di una riduzione dell'offerta nel treni di «servizio universale» è legato al taglio dei trasferimenti pubblici alle Ferrovie: secondo i sindacati, nel 2009 i trasferimenti dallo Stato per i collegamenti del «servizio universale» ammonterebbero a poco più di 116 milioni di euro complessivi, con una riduzione di 134 milioni (-54%) rispetto ai 250 milioni erogati nel 2008 e un differenziale di 163 milioni rispetto al fabbisogno 2009 indicato da Fs in 279 milioni di euro.
I TRENI DI SERVIZIO - I treni che rientrano nel «servizio universale» passeggeri di media e lunga percorrenza (servizio in perdita e distinto dall'offerta Alta Velocità a prezzi di mercato) sono quelli classificati come Intercity, Intercity Plus, Intercity notte, Expressi, Taa, Th relativi ad alcune tratte quali Ventimiglia-Torino-Roma, Roma-Ancona; Ancona-Lecce-Taranto; Bari-Catanzaro nonché i collegamenti tra la Sicilia e il resto d'Italia. Attualmente tali servizi rappresentano il 46% dell'offerta di Trenitalia.