ROMA Riparte la corsa della cassa integrazione, e stavolta è boom tra i colletti bianchi. Dopo i deboli segnali di frenata a gennaio, i dati di febbraio riportano al trend di fine 2008: nell'industria in un anno c'è un aumento di cig ordinaria del 553,17%. Crescita «eccezionale», come sottolinea lo stesso Inps, che segnala invece un aumento più contenuto per la cig straordinaria (più 44,8%). I numeri confermano che più colpito dalla crisi è il Nord. Il totale delle ore complessivo per industria ed edilizia sfiora i 27 milioni, contro 7 al Centro e quasi 9 al Sud. Lombardia e Piemonte marcano 10 e 8 milioni di ore. Al Centro è primo il Lazio, a Sud la Campania.
A livello nazionale il dato complessivo industria più edilizia è di 42,5 milioni di ore, 169,7% in più su febbraio 2008. Se si confronta il primo bimestre 2009 con lo stesso periodo del 2008, l'incremento risulta del 131,7% (per un totale di 72 milioni).
Per quanto riguarda le varie fasce occupazionali, spicca, come detto, il drastico aumento di cassa per gli impiegati: per l'ordinaria un più 682,49% contro un più 536,48% tra gli operai; e per la straordinaria un più 53,70% contro più 42,49% tra gli operai. Significativo anche l'incremento di ore nell'edilizia, fino a gennaio mese in linea rispetto all'anno precedente. Si è passati dai 2,9 milioni di ore del febbraio 2008 ai 3,8 del febbraio 2009, con un aumento del 29,45%. Nel bimestre si sale dai 5,3 milioni del 2008 ai 6,2 del 2009: l'incremento in questo caso è stato del 17,25%.
In fibrillazione i sindacati. La Cgil lancia l'allarme sul «possibile esaurimento della cassa ordinaria nei settori più colpiti». Mentre la Cisl, per bocca di Giorgio Santini, definisce il dato «preoccupante» e parla poi di «massimo allerta» per l'aumento di lavoratori ai quali scade un contratto a termine o interinale, e di quelli che perdono il posto in settori dove la cassa integrazione non esiste.
E una riposta, nel pieno dell'aspro confronto politico tra maggioranza e opposizione a livello nazionale, arriva dal Lazio di Piero Marrazzo, che ha varato con legge regionale il "reddito minimo di cittadinanza": circa 530 euro mensili per i disoccupati, gli inoccupati e i precari con reddito inferiore a 7.000 euro annui, più agevolazioni per fruire di servizi culturali e sportivi. Destinatarie nel 2009 almeno 20 mila persone, con uno stanziamento fissato a 20 milioni.