ROMA. C'è una pallida apertura per i precari che restano senza lavoro. Ci sono, di nuovo, i 16,6 miliardi di euro per le opere pubbliche che il Comitato interministeriale per la programmazione economica di domani dovrebbe approvare (annuncio già dato più volte).
Ci sono gli 8 miliardi dell'accordo con le Regioni per usare i Fondi aree sottosviluppate a favore degli ammortizzatori sociali. E c'è l'incertezza sulle stime di crescita: «Difficile fare previsioni sul Pil del 2009 in un'economia globalizzata», dice il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
«Le infrastrutture devono essere cantierabili subito ed essere accelerate le procedure di spesa», dice Flavio Fammoni, segretario confederale Cgil. Fa anche l'esempio della Salerno-Reggio Calabria. «Opere cantierabili in sei mesi», annuncia alla riunione di Palazzo Chigi il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Il piano del governo rimette in pista il Ponte sullo Stretto con il sottosegretario alle Infrastrutture, Giuseppe Maria Reina, che annuncia la posa della prima pietra fra un anno e mezzo. Poi ecco la Brescia-Bergamo-Milano, opere per Milano-Expo, l'alta velocità Milano-Treviglio. A Sud c'è anche la Salerno-Reggio Calabria, ma il grosso è per il Ponte. Spiccioli per la Statale Jonica.
Le risorse per i precari le lascia intravedere il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nella riunione governo-parti sociali sulla crisi. Il messaggio è: siamo disposti a valutare altre misure a sostegno del reddito dei parasubordinati, dai cococo ai lavoratori a progetto. «Dipenderà - fa capire - da quanti degli 8 miliardi che arrivano dall'accordo con le Regioni sui Fondi aree sottosviluppate verranno davvero impiegati per gli ammortizzatori sociali. Comunque ci sono sempre i fondi stanziati per dare il 10% di quanto guadagnato l'anno prima come una tantum». Problema accessorio: l'accordo con le Regioni c'è solo sulla carta. Da cui l'invito di industriali e sindacati a mettere in pratica quanto per ora solo annunciato.
Ecco, fare in fretta, fare qualcosa per mantenere i posti di lavoro, dare un sostegno a chi resta senza un'occupazione. L'incontro governo-parti sociali sulla crisi dà come notizia che dal lato delle categorie economiche, siano sindacati o imprenditori, ci sono richieste simili: che il governa agisca, e subito. C'è spazio anche per un po' di teatrino fra Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e Giulio Tremonti, ministro dell'Economia. «Non possiamo più aspettare. Il vincolo del debito pubblico è un problema reale - dice Marcegaglia in mattinata - ma l'immobilismo è la soluzione peggiore». A vertice non ancora iniziato Tremonti si gira verso il presidente di Confindustria: «Emma, gli ammortizzatori rientrano nelle categorie dell'immobilismo?». Lei, con un sorriso: «No, ma si può sempre fare di più».
Quanto ai precari è stato chiesto anche che venisse sospeso il provvedimento che blocca l'assunzione di precari nella pubblica amministrazione. La risposta è stata: «Si applica il protocollo sul welfare». «Bene - dice Fammoni - allora si applichi per intero: dopo tre anni di contratti a termine c'era l'assunzione a tempo indeterminato».