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Pescara, 28/04/2026
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Data: 05/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
L'insicurezza che corre sulle nostre vie cittadine di Aristide Ricci (*)

Caro direttore, secondo i dati di una ricerca commissionata da Nextplora resi noti dal centro documentazione «Direct line», gli italiani avvertono molto un senso di insicurezza quando camminano per le strade della città in cui vivono. Nel dettaglio ci sentiamo poco sicuri per la velocità con cui le auto percorrono le arterie cittadine, per lo scarso rispetto che gli automobilisti hanno per il semaforo, per la guida col cellulare, per il mancato rispetto per i pedoni che attraversano sulle strisce. Per le pessime condizioni delle strade. I risultati di questa indagine sono significativi, perché oltre a sottolineare le nostre cattive abitudini di guida, semmai ce ne fosse bisogno, soprattutto perché rivelano che il sistema di controllo che vige nelle nostre città è a maglie troppo larghe. Pescara rientra sicuramente a pieno titolo nello spettro dell'analisi in questione.
Non intendo riaprire la polemica sulla necessità di una vigilanza più attenta che la nostra città meriterebbe: voglio segnalare, però, alcune situazioni veramente imbarazzanti in cui si imbattono quanti non vogliono o non possono utilizzare l'automobile per spostarsi dentro e fuori Pescara. Partirei dal luogo fisico da cui origina il sistema di mobilità collettiva, cioè da quell'area che con molta benevolenza chiamiamo terminal bus, prospiciente la stazione ferroviaria. Qui riscontriamo tutte le situazioni critiche di cui parla la ricerca, situazioni che creano un senso di insicurezza per i cittadini. Aggiungerei anche il sistema di illuminazione che nelle ore notturne tanto tranquilli non fa stare quanti sostano nell'area del terminal in attesa di salire su un autobus. Un discorso a parte, invece, merita lo stato di grave fatiscenza delle strade cittadine il cui fondo stradale ci riporta ad epoche storiche che credevamo ormai alle nostre spalle.
Pedoni ed automobilisti che si muovono a Pescara devono fare i conti ogni giorno con questo scandalo. Non è tollerabile che in una realtà come la nostra in cui sono stati movimentate alcune centinaia di milioni di euro per lavori pubblici nell'ultimo quinquennio, ci si debba muovere in simili condizioni. Che senso ha realizzare mosaici sulla riviera se poi a qualche decina di metri le strade presentano un fondo dissestato? Io credo che l'imminenza dei giochi del Mediterraneo dovrà spingere chi di dovere a porre riparo ad un simile stato di cose.

(*) già segretario Filt Cgil Abruzzo

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