TERAMO. Un gruppo di pendolari spesso lasciato a piedi dal bus dell'Arpa. E per metter fine alla continua guerra con i minuti e l'orologio si sono costituiti in un comitato e hanno scritto una lettera di protesta all'Arpa.
«Abbiamo la necessità di recarci ogni giorno da Teramo a Pescara e per tale motivo utilizziamo i bus dell'Arpa. In mancanza di un mezzo che colleghi in modo diretto Teramo con Pescara siamo costretti a cambiare autobus a Giulianova (sia all'andata che al ritorno) e a prendere quindi la coincidenza. Ripetutamente accade che a Giulianova non troviamo alcun autobus perchè a causa di lievissimi ritardi (fra 2 e 5 minuti) la coincidenza parte lasciando noi poveri pendolari in attesa della successiva corsa. Abbiamo pertanto accumulato tantissimi ritardi sul lavoro e l'ora del rientro a casa non è mai certa. Ciò reca gravi problemi, soprattutto per quelle lavoratrici che svolgono la loro preziosa attività anche a casa».
I pendolari precisano anche di aver già segnalato il disservizio, senza esito. «Riteniamo», scrive il gruppo all'Arpa, all'assessore regionale ai trasporti e alla Provincia, «che per la nostra regione sia un valore salvaguardare e incentivare i nuclei di persone che, viaggiando con il mezzo pubblico, contribuiscono a limitare il traffico, i consumi di carburante e l'inquinamento. Un motivo in più dovrebbe averlo l'Arpa: quali clienti dell'azienda, abbiamo diritto ad avere un servizio soddisfacente. Perdere anche un solo passeggero che si arrende al disservizio e decide di tornare a viaggiare con l'auto, rappresenta una sconfitta per voi tutti e un danno per la nostra regione».