ROMA Le Ferrovie auspicano «un più sereno e corretto rapporto di concorrenza» con Alitalia sulla tratta Roma-Milano e replicano all'amministratore delegato della compagnia aerea, Rocco Sabelli, che nei giorni scorsi aveva parlato di «ruolo ambiguo» delle Fs. In una nota, il Gruppo Fs annuncia che «si riserva di utilizzare ogni strumento nelle opportune sedi per la tutela della propria immagine».
Sulla Roma-Milano, Ferrovie evidenzia che «la concorrenza è corretta e leale e legata allo sviluppo tecnologico e alle strategie di impresa». Ogni riferimento a «sovvenzioni improprie da parte dello Stato è del tutto incongruo e strumentale: i corrispettivi pubblici sono, infatti, relativi ai servizi universali contrattualizzati (il loro importo per treno è peraltro inferiore a quello oggi percepito negli altri paesi europei), dai quali è esclusa l'Alta Velocità - spiegano le Fs - D'altra parte, la superiorità tecnico-logistica del trasporto ferroviario raggiunta con l'Alta velocità rispetto all'aereo è un fatto incontestabile, a prescindere dalla capacità organizzativa e di vendita dei vettori aerei».
Ferrovie aggiungono che «per paradosso, l'affermazione di Sabelli : "noi ci troviamo a dover competere con un'azienda che non è un impresa" fotografa una realtà oggettiva che di fatto penalizza fortemente Fs, essendo questa una società pubblica soggetta a regolamentazione propria delle pubbliche amministrazioni. Sabelli - si legge nella nota di Ferrovie - non conosce, infatti, tetti ai compensi dei manager, alle consulenze, alla pubblicità, non esplica gare pubbliche per l'acquisto degli aerei e dei materiali e forniture, per formare partnership con i relativi tempi e contenziosi presso i giudici amministrativi, non è soggetto al controllo contabile dei giudici erariali e così via».
Ferrovie ritengono che «in questo ha ragione anche il presidente dell'Enac, Vito Riggio, quando dice che Fs è dello Stato, ma non certamente con riferimento ai ritardi che vengono attribuiti ai treni di Fs in maniera macroscopicamente errata». Nella nota si ricorda che «i dati certificati sui ritardi medi a gennaio e a febbraio segnano rispettivamente 4,9 e 4,4 minuti per treno. Si ricorda che i ritardi analizzati da "Altroconsumo" e riportati da Sabelli si riferiscono ad un periodo particolarmente critico dal punto di vista meteorologico» cioè quello delle festività natalizie e dell'Epifania, «nel quale gli aeroporti di mezza Italia erano chiusi per neve».