ROMA. Pensate all'economia e al lavoro non all'aumento dell'età pensionabile delle donne. Sul tavolo del Consiglio dei ministri, che oggi potrebbe affrontare l'argomento, arriva la ferma e unanime opposizione dei sindacati confederali. Il ministro Maurizio Sacconi si è così affrettato ad assicurare, nel giorno della manifestazione di protesta dei pensionati della Cgil, che ogni intervento sarà valutato con un confronto tra le parti sociali. Mentre sull'estensione del provvedimento anche al settore privato non ci sono le condizioni, ha spiegato il titolare del Welfare. Una precisazione per tenere nel dovuto conto le preoccupazioni interne alla stessa maggioranza. La Lega, per bocca del suo leader Umberto Bossi, ha avvertito infatti che «devono essere le donne a scegliere».
«Il governo - ha affermato il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini - apra il confronto sui lavori usuranti, istituisca il tavolo sul contributivo e lì la Cgil saprà portare proposte costruttive come il ritorno alla flessibilità, che è il modo migliore per innalzare l'età reale di pensionamento rispettando le decisioni delle persone». Dunque stop all'innalzamento dell'età per le donne e niente riforma pensionistica.
Il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, ha ribadito che il suo sindacato che «non accetta nè sul metodo nè sul merito l'ipotesi di aumentare l'età di pensionamento per le donne nel pubblico impiego». Baratta considera «un'idea bizzarra pensare di equiparare le donne agli uomini» per il pericolo di sanzioni da parte dell'Europa: «Se questo è l'obiettivo si cominci col chiedersi se sono equiparati anche l'accesso al lavoro delle donne nel pubblico impiego rispetto ai loro colleghi, le possibilità di carriera, i livelli retributivi». La Uil con il segretario Domenico Proietti chiede maggiori certezze e un confronto «dove si può spingere sull'elemento della volontarietà delle donne a lasciare più tardi il lavoro rendendo più evidente tale opportunità».
Ieri è stata anche la giornata della protesta dei pensionati della Cgil. Sotto la pioggia oltre ventimila persone hanno ascoltato il segretario generale Guglielmo Epifani esortare i pensionati di Cisl e Uil «a battersi» perché il sindacato «deve muoversi, non essere contemplativo». Epifani ha duramente attaccato le politiche sociali del governo: «Non ha fatto nulla per sostenere i redditi delle persone anziane. Meno di 500mila persone hanno avuto la social card, che fine hanno fatto le altre 800mila previste? Che fine hanno fatto quei soldi?». Secondo Epifani il governo è «decisionista e lestissimo nel togliere a lavoratori e pensionati ma lentissimo quando è il momento di dare».