TERAMO. La crisi colpisce duro in provincia di Teramo, più che altrove. Giampaolo Di Odoardo, segretario della Cgil, fa una riflessione sulla crisi e sugli effetti a livello locale. «La nostra ricchezza viene dall'industria, siamo gli unici in Abruzzo a essere paragonabili al Veneto. Perciò siamo più esposti», chiarisce, «121 nostre aziende sono in crisi, e se ne stanno aggiungendo altre. Prevediamo che nei prossimi tre mesi ci siano 4mila licenziamenti».
Da un dossier Cgil risulta che fra il primo e il secondo semestre 2008 le assunzioni a tempo indeterminato sono scese da 10mila a 8mila e quelle a tempo determinato da 23.971 a 14.808. Di converso, sono aumentati i licenziamenti. Il 2008 peraltro, rispetto al 2007, ha dati peggiori per le assunzioni e i licenziamenti. E se la cassa integrazione nel 2008 ancora non ha risentito della crisi - la vera esplosione c'è stata nel 2009 - il quadro è giudicato molto preoccupante dal sindacalista. «Finora hanno pagato soprattutto i precari, i lavoratori a tempo determinato, le donne e gli immigrati», osserva Di Odoardo. «Immigrati che, se perdono il posto, diventano clandestini», rimarca Marilena D'Annunzio, segretario organizzativo, «per questo abbiamo chiesto la sospensione di un anno della Bossi-Fini. Per i precari la situazione è drammatica: ne abbiamo in provincia 300 della pubblica amministrazione e e ne sommano altri 300 della scuola che i tagli della Gelmini espelleranno nell'anno scolastico 2009-2010». «Quando un ente pubblico è il primo a licenziare chi vi lavora da 7-8 anni», aggiunge Di Odoardo, «come possiamo dire alle aziende di tener duro ed evitare di licenziare?».
«Teramo deve diventare un caso nazionale», incalza Di Odoardo, «la crisi sta allargando le fasce di povertà. Come si può vivere con 750 euro al mese di cassa integrazione? Questa provincia va verso il disastro, non si può dire che è solo una questione internazionale». Di Odoardo chiama in causa la Regione, sia perchè studi dei sostegni al mondo economico, sia per aiuti diretti al Teramano («che non vorrei venisse penalizzato per avere vari assessori nella giunta regionale). E propone: «Perchè non impiegare questo momento in cui la produzione è ferma per riqualificare il personale? Basta aggiungere 300 euro alla Cig e far frequentare dei corsi per rimodellare la forza lavoro sulle esigenze del dopo-crisi». Oggi alle 9,30 al Lago Verde di Sant'Omero un attivo dei quadri e delegati della Cgil rifletterà su "Crisi e accordo separato" insieme alla segretaria nazionale Cgil Susanna Camusso.