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Pescara, 28/04/2026
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Data: 07/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente: non è vero che Chiodi ci snobba. Il sindaco sconfessa il presidente del consiglio comunale Benedetti

Il presidente della giunta regionale invitato a palazzo Margherita in occasione della presentazione del piano strategico

L'AQUILA. Non è di tutti i giorni che un sindaco di centrosinistra prenda le difese di un presidente di giunta regionale di centrodestra. E' accaduto ieri. Massimo Cialente (sindaco dell'Aquila) ha preso carta e penna per solidarizzare con Gianni Chiodi (presidente della giunta regionale) bacchettando Carlo Benedetti (presidente del consiglio comunale dell'Aquila ed esponente dei Comunisti).
Carlo Benedetti due giorni fa «interpretando le opinioni dei capigruppo in consiglio comunale» aveva espresso forti critiche nei confronti della Regione e in particolare del presidente della giunta Gianni Chiodi accusato «di snobbare il capoluogo di regione». Un'accusa che al sindaco Cialente non è proprio piaciuta per almeno un paio di motivi. Uno è che fra il primo cittadino e Chiodi (ex sindaco di Teramo) c'è una solida amicizia (come ha confermato ieri al Centro lo stesso Cialente) che va al di là delle appartenenze politiche. L'uscita di Benedetti, inoltre, è caduta dopo un «cordiale» incontro informale fra i due amministratori che si è svolto qualche giorno fa a Pescara. Un colloquio in cui, come ha detto ieri Cialente «si è parlato di tutto, dal ruolo dell'Aquila nei Giochi del Mediterraneo, alla necessità di garantire fondi regionali agli enti culturali del capoluogo che sono fra i più importanti della Regione». Il sindaco ha poi chiesto a Chiodi di partecipare al consiglio comunale (previsto prima di Pasqua) durante il quale si discuterà del piano strategico, un contenitore di idee e progetti, che secondo il sindaco dovrebbe rappresentare il punto di svolta per la città. Chiodi si è mostrato disponibile su tutto (sulla parola) per cui l'affondo di Benedetti «Chiodi snobba il capoluogo» è sembrato a Cialente quanto meno una scortesia e un «inutile antagonismo campanilistico». In una nota diffusa ieri mattina Cialente dopo aver sottolineato la «stima» verso Chiodi e «il dispiacere per la polemica nei confronti del presidente della Regione» ha affermato: «Il governatore Chiodi ha ben presente i problemi del Capoluogo d'Abruzzo, nei confronti del quale ripone attenzione istituzionale. Basti pensare che la prima autorità che Chiodi ha incontrato, il giorno del suo insediamento a Palazzo Centi, è stato proprio il Sindaco dell'Aquila. Siamo rimasti a colloquio per diverso tempo e, a questo incontro, ne sono seguiti altri, con frequentissimi scambi epistolari, di idee e formulazione di proposte, nella consapevolezza che il momento di profonda difficoltà economica in cui si trova l'Abruzzo, e i ben noti problemi in cui è stata lasciata L'Aquila, possono essere superati unicamente con la collaborazione istituzionale. L'unico metodo che può consentire, all'Abruzzo da una parte, all'Aquilano e alle aree interne dall'altra, di intraprendere delle strade percorribili, che ci portino fuori da questo momento davvero complicato». E così Cialente ha sistemato Carlo Benedetti il quale nel pomeriggio ha replicato non a Cialente ma al Pdl, secondo il classico schema di chi parla a nuora affinché suocera intenda.
In realtà la difesa di Benedetti è apparsa un po' affannosa: «Mi dispiace che il senso e le finalità del mio comunicato stampa di ieri siano state travisate e mal interpretate da alcuni esponenti del Pdl» ha scritto «quello che io ho inteso promuovere, nelle mie vesti istituzionali di presidente del consiglio comunale, era un incontro con il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano. Pertanto, come si evince dalla lettura del mio scritto, non vi era e non vi è alcuna intenzione di sostituirmi al sindaco né di farmi carico di compiti che non appartengono al mio ruolo».

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