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Pescara, 28/04/2026
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Data: 07/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pubblico impiego, nessun decreto sui precari ma 60 mila persone a luglio rischiano il posto

ROMA Alla fine il decreto legge sui precari non c'è stato. Non è arrivato in Consiglio dei ministri il provvedimento, in circolazione da qualche giorno, che vieta di rinnovare il contratto a termine per migliaia e migliaia di dipendenti pubblici. Si è confermata vera dunque la smentita del ministro Renato Brunetta, che aveva negato l'intenzione di presentare un decreto sulla materia. Ma se il provvedimento urgente non è stato varato dal governo, ciò non toglie che la stessa identica norma rimane nell'agenda del Parlamento. Il decreto infatti altro non era che un articolo estratto da un disegno di legge già approvato dalla Camera e ora all'esame del Senato. L'articolo prevede due cose:
dal prossimo luglio nelle amministrazioni pubbliche non si potrà più rinnovare il rapporto di lavoro con i precari che hanno accumulato tre anni di lavoro;
agli espulsi verrà però riservato un trattamento di favore: se hanno fatto tre anni di lavoro con contratti a tempo determinato, verrà loro riservato il 40% dei posti diponibili negli eventuali concorsi futuri; se invece sono co.co.co allora niente posti riservati, ma i tre anni di lavoro da collaboratori servirà a fare punteggio nei concorsi.
In teoria potrebbe essere un buon affare. Se non fosse che nei prossimi anni le amministrazioni pubbliche faranno pochissimi concorsi, visti i rigidi vincoli alle assunzioni. E oltretutto il presunto trattamento di favore ha una scadenza: vale soltanto «nel triennio 2090-2011».
I sindacati protestano. In particolare protesta la Cgil, che ieri ha organizzato un sit-in di dipendenti pubblici precari sotto le finestre di Palazzo Chigi. L'iniziativa ovviamente era mirata a tenere alta l'attenzione sul Consiglio dei ministri, nel timore che dalla riunione del governo uscisse il famoso decreto.
Nel frattempo è in corso una insistita polemica fra il sindacato di Epifani e il ministro Brunetta sul reale numero di persone interessate dal provvedimento. La Cgil parla di 400 mila precari che perderanno il lavoro, Brunetta sostiene che sono molti meno e preannuncia un monitoraggio su tutte le amministrazioni italiane. In attesa di conoscerne i risultati, si possono già fare due conti sulla base delle cifre che fornisce annualmente la Ragioneria dello Stato.
I dati ufficiali non indicano il numero preciso di lavoratori precari, bensì le "unità annue" (ad esempio, due persone con contratto di sei mesi fanno una sola unità) e per i co.co.co il numero di contratti. Ebbene, si può dire che in totale i lavoratori atipici sono almeno 230 mila. Fra questi, quelli con 3 o più anni di anzianità di servizio erano nel 2007 circa 56 mila. Per loro, e per chi ai 3 anni c'è arrivato nel frattempo, il licenziamento scatterebbe già da luglio. Senza considerare gli oltre 200 mila precari della scuola.

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