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Pescara, 28/04/2026
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07/03/2009
Il Centro
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Regione rischio crac, debito sale a 4 miliardi. Chiodi: indebitamento insostenibile, pericolo di blocco anche per gli stipendi |
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«Le risorse assorbite dal piano di rientro della sanità» L'AQUILA. Un debito vicino ai 4 miliardi di euro, di un miliardo superiore a quanto ci si aspettava. E questo, in particolare, per la spesa sanitaria fuori controllo. Conseguentemente, con il quadro attuale è impossibile stilare un bilancio perché non c'è neppure la copertura delle spese obbligatorie per il funzionamento dell'ente. Come dire, non solo Regione a rischio dissesto, ma anche stipendi dei dipendenti a rischio. Solo un intervento del Governo può salvare la Regione. A denunciare l'assoluta emergenza dei conti regionali e la drammatica situazione del bilancio è direttamente il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, al termine della riunione fiume (è durata oltre tre ore) della Giunta nella quale si è avviato l'esame del bilancio. Un provvedimento che la Regione deve adottare per porre fine all'esercizio provvisorio. «La situazione finanziaria della Regione Abruzzo presenta aspetti di eccezionale criticità perché l'indebitamento ha raggiunto livelli francamente insostenibili prossimi orami ai 4 miliardi di euro», ha spiegato ieri sera Chiodi, «non esistono allo stato ulteriori possibilità di reperimento di risorse ricorrendo ai mercati finanziari in quanto è stato raggiunto il limite massimo di indebitamento previsto dalla legge. Siamo al punto che tutte le risorse sono di fatto assorbite dal Piano di rientro del deficit sanitario, che peraltro risulta non rispettato a causa di un dissennato utilizzo di fondi erogati dallo Stato e dirottati per scopi diversi dal ripianamento del debito. Ne consegue», prosegue il presidente della giunta, «che la Regione non è assolutamente in grado di far fronte neppure all'interezza delle spese obbligatorie». La prima bozza del documento di bilancio è caratterizzata da tutti i capitoli a zero: per coprire le spese obbligatorie, tra cui gli stipendi, servirebbero diverse decine di migliaia di euro. Per la Regione si annunciano anni di lacrime e sangue caratterizzati come ha sottolineato il presidente da tagli drastici alla spesa pubblica. «Una medicina che, magari non piacerà, ma è l'unica che può porre le basi per guarire», ha commentato Chiodi. «Il senso di responsabilità impone un dovere di verità affinché non si generino aspettative che non potranno mai trovare in alcun modo realizzazione. Abbiamo, dunque il dovere», prosegue il presidente della Regione, «di avviare un percorso di risanamento per fa sì che tra qualche anno la Regione Abruzzo possa rientrare nell'alveo della normalità finanziaria». Chiodi ha chiarito che le uniche politiche di sviluppo saranno assicurate unicamente dai fondi strutturali europei Fse-Fesr e Psr e da quelli statali del Fas. In riferimento ai fondi Fas, il presidente della Regione ha sottolineato che saranno finanziati solo progetti cantierabili. Nel verbale firmato dal presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, c'è la disponibilità ha riferito Chiodi a dare fondi supplementari alle altre Regioni, quindi anche all'Abruzzo. Dopo la fine della riunione di Giunta, Chiodi e la maggiorparte dei suoi assessori sono rimasti riuniti per individuare una strategia. La prossima settimana è prevista una conferenza stampa del presidente e della Giunta.
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