Possibile cda il 24 marzo con la cooptazione dei tre uomini di Parigi
ROMA - La Commissione Antitrust europea ha dato il via libera all'alleanza tra Alitalia e Air France. E per martedì 24 marzo il consiglio della compagnia aerea presieduto da Roberto Colaninno potrebbe cooptare i tre rappresentanti del vettore parigino - il presidente Jean-Cyril Spinetta, il numero uno di Klm Peter Hartman e il cfo Bruno Matheu - a condizione che siano stati versati i 322 milioni dell'aumento di capitale già deliberato. L'organismo comunitario guidato da Neelie Kroes, responsabile per la concorrenza, secondo quanto risulta a Il Messaggero, avrebbe rilasciato ieri l'autorizzazione all'ingresso di Air France col 25%. L'Europa ha rilevato che l'alleanza non costituisce una concentrazione soggetta ad autorizzazione, perchè non c'è acquisizione di un controllo nemmeno congiunto da parte dei francesi. Incassato l'ok della Ue, bisognerà compiere altri due passaggi formali presso le autorità antitrust di Germania e Austria dove la legge prevede che debba essere autorizzata la compatibilità con la concorrenza per l'acquisto di una partecipazione del 25%. Ma queste due istruttorie vengono definite meramente formali e comunque prive di sorprese, per cui di fatto Alitalia-Air France potrà decollare a fine mese. Nel frattempo, però, i vari organismi previsti dal partnership agreement sono già al lavoro. Ieri si sarebbe tenuta a Parigi, una riunione dello Steering board, formato da tre senior executives, cioè manager di primo livello per parte. Per Cai avrebbero preso parte Giorgio Callegari, capo delle strategie, Andrea Stolfa, capo del marketing e del network e il cfo Paolo Amato. Lo Steering board è il secondo organo per importanza dietro il Ceo Committee - costituito dai due capi azienda - e davanti al Partnership manager e al Working Teams. Si sarebbe discusso come dare incisività alle strategie commerciali di Alitalia cercando di migliorare il budget 2009. La previsione fissa a 3,452 miliardi i ricavi attesi, inferiori di 769 milioni dalle stime del piano Fenice (4,191 miliardi). Questo perchè dovrebbe calare di 870 milioni l'introito dei ricavi da passeggeri (2,867 miliardi invece di 3,737 miliardi). La stima di quest'anno presentata da Rocco Sabelli all'ultimo consiglio, prevede un risultato in perdita di 249 milioni, migliore di 61 milioni rispetto al deficit del piano originario (310 milioni). Il miglioramento avverrà grazie all'azione sui costi e alla coincidente flessione del prezzo del fuel (carburante) che nel budget è stato calcolato a 55 dollari al barile contro i 128 dollari del piano: 701 milioni invece di 1,244 miliardi. Sui costi, Sabelli pensa di risparmiare 25 milioni su quelli di manutenzione, 71 milioni sui costi degli equipaggi anche se stima di doverne spendere 72 milioni in più per il personale di terra. Complessivamente l'azione di contenimento dei costi dovrebbe fruttare un risparmio di 631 milioni (da 4,302 miliardi del piano a 3,781 miliardi del budget). L'ebitdar, una voce equivalente al cash flow operativo, a fine anno dovrebbe migliorare di 19 milioni, dai 90 stimati nel piano originario ai 109 milioni stabiliti nel budget.