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Data: 07/03/2009
Testata giornalistica: Rassegna.it
Economia. Berlusconi: la crisi non è una tragedia

Al termine del Cdm il Cavaliere polemizza coi media che "rappresentano la crisi come qualcosa di definitivo e tragico". Scarse le misure approvate dal governo. Pensioni: ancora nessuna decisione. Salta la misura ammazza precari nel pubblico impiego

Un consiglio dei ministri sotto il segno della sdrammatizzazione, quello che si è tenuto il 6 marzo a immediato ridosso della riunione del Cipe. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha sbloccato 17,8 miliardi di euro per le opere pubbliche, tra cui un miliardo circa per l'avvio del Ponte sullo Stretto (leggi qui). Al Cipe ha partecipato Silvio Berlusconi, che poi ha presieduto anche il Cdm, dove si è incamerato lo sblocco ai finanziamenti per le opere pubbliche e si è poi "avviato un fondo strategico di 9 miliardi presso la presidenza del Consiglio a sostegno dell'economia reale e delle imprese". Ad annunciarlo in conferenza stampa a Palazzo Chigi è stato lo stesso premier Silvio Berlusconi, che ha spiegato come il fondo sia "nella disponibilità decisionale della presidenza del Consiglio. I ministri si rivolgeranno alla presidenza, che valuterà ciascun progetto e assegnerà le priorità. Poi l'ultima decisione spetterà al Cipe".

Per il resto, alla voce misure anticrisi, nient'altro dal Cdm. A parte "un'importantissima iniziativa" sull'edilizia che avrà "effetti eccezionali sulla casa", annunciata ancora da Berlusconi e in calendario nel prossimo Cdm, ma della quale sfuggono ulteriori particolari.

Non sfuggono invece i particolari della polemica, tutta all'insegna del "facciamoci coraggio e pensiamo positivo", aperta dal premier nei confronti delle cattive notizie e di chi le pubblica. "Considero dannoso per gli interessi di tutti noi - parola di Berlusconi - che ci siano media che rappresentano la crisi come qualcosa di definitivo e tragico". Secondo Berlusconi la crisi economica è sì "pesante", ma definirla "tragica è esagerato". E poi un'altra garanzia (da appuntarsi su un foglio e ricordare): con i Tremonti-bond, "che saranno 10-12 miliardi di euro, a seconda delle richieste, e che vanno al patrimonio delle banche, si possono attivare 150 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese".

Sulla stessa linea il ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "Ho letto su alcuni giornali la parola 'terribile' sul 2009, ma io non ho mai usato quella parola", ha detto Tremonti riferendosi alle prime pagine di alcuni quotidiani che riprendevano il suo intervento al 'liquidity day' del 5 marzo scorso. "Che la situazione sia difficile - aggiunge Tremonti - lo sanno tutti, ma anche che sia tutto sotto controllo". Perciò "usare quelle parole senza che le abbia dette è disinformazione".

Un altro tema annunciato nell'agenda del Cdm era l'innalzamento dell'età pensionabile delle lavoratrici nel pubblico impiego. Al riguardo non c'è ancora un provvedimento, ma il ministro del Welfare Maurizio Sacconi spiega che, sebbene non sia ancora pronta la bozza per la riforma delle pensioni, il governo "interverrà" per cambiare le regole che riguardano le dipendenti pubbliche, "perché c'è una sentenza Ue da rispettare". Sacconi durante il Cdm, e non in conferenza stampa, secondo quanto riportano le agenzie avrebbe affrontato il tema in questi termini: "Dobbiamo spiegarci bene, dobbiamo farci capire da tutti, altrimenti rischiamo di confondere e basta. La gente deve capire che c'è una sentenza della Ue da rispettare e che il governo interverrà solo nel settore pubblico, non in quello privato". Parole che sono anche un segnale delle difficoltà incontrate dall'esecutivo.

Nepure il decreto ammazza precari nel pubblico impiego, ossia una norma che blocca le stabilizzazioni e permette la proroga dei contratti a tempo determinato, è stato discusso dal Cdm. Fuori dal Palazzo, si teneva una protesta della Fp Cgil al riguardo, e qualche eco sarà arrivato nelle stanze del governo. "Una manifestazione che è riuscita a esprimere la protesta con vivacità e chiarezza". A dirlo è il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, esprimendo "profonda soddisfazione" per la riuscita del sit-in davanti al Palazzo Chigi contro lo stop alla stabilizzazione dei precari e per la continuità del posto di lavoro nel pubblico impiego. "Chiediamo al governo - ha spiegato Podda - di stralciare la norma che blocca le stabilizzazioni e permette la proroga dei contratti a tempo determinato. Ci sembra una richiesta ragionevole, che tiene conto della drammatica congiuntura economica e della difficile situazione delle casse dello Stato". Aggiunge il dirigente sindacale: "Riteniamo gravissimo che sia proprio lo Stato italiano a licenziare i suoi lavoratori in una fase tanto critica per l'economia del paese. Un caso unico in Europa. Se non venisse scongiurata questa ipotesi, dal luglio 2009 sarebbero quasi 60.000 i lavoratori a restare senza lavoro, 200.000 in tutto nell'arco di tre anni. Ma la platea dei lavoratori coinvolti, oltre a quelli della pubblica amministrazione, è in realtà più vasta, ben oltre le 400.000 unità, e comprende i lavoratori di scuola, università e ricerca. Un'emergenza di fronte alla quale non possiamo tacere".

"Fa sempre più impressione il pressapochismo e la leggerezza con cui questo governo affronta la crisi. Mentre addirittura gli investitori stranieri scommettono sul fallimento del nostro Paese, il governo oggi smentisce se stesso e torna a ripetere che la crisi non e' drammatica e che la colpa della 'paura' e' dei corvi e dei mass media". Questo il commento di Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd al Senato. "Peccato - continua la Finocchiaro - che tra i corvi ci siano anche la Confindustria e Bankitalia che nei giorni scorsi hanno previsto la discesa del PIL al -2,6% . L'INPS ha testimoniato che a febbraio la CIG e' aumentata del 553%. E il governo dice che non bisogna preoccuparsi e che è colpa della RAI!", conclude Finocchiaro.

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