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Data: 20/07/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Infrastrutture, arriva Di Pietro. Oggi il ministro all' Aquila. Parlano l'attuale e il precedente assessore regionale ai Trasporti

Ginoble: «Segnale di discontinuità». Amicone: «No, è già tutto scritto»

L'Aquila.-L'Unione la definisce una svolta, per l'opposizione è più semplicemente routine, apprezzabile perchè viene da un uomo di governo, ma pur sempre routine. La visita in Abruzzo di Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, in programma stamattina all'Aquila all'auditorium di Palazzo Silone, suscita sentimenti contrastanti. Per Ottaviano Del Turco è occasione da non perdere, che potrebbe segnare una svolta nei rapporti col governo di Roma se l'Abruzzo saprà indicare con chiarezza le sue scelte.
E se anche per Tommaso Ginoble, assessore alle Opere Pubbliche, quest'incontro può rappresentare davvero una fase nuova della politica regionale, per l'ex assessore ai Lavori Pubblici Mario Amicone c'è il rischio che l'occasione venga enfatizzata in una logica molto propagandistica e poco istituzionale. «Di Pietro fa bene a venire - afferma Amicone - ma quel che l'Abruzzo deve dire al Governo sta già tutto scritto e lo ha scritto anche l'ex-Giunta di centrodestra: il Piano regionale dei Trasporti, quello decennale dell'Anas, il Piano triennale delle priorità. Lì c'è già tutto: la variante alla Statale adriatica, la Rieti-Navelli, la Teramo-Mare, il potenziamento dei porti e degli aeroporti. Ripeto: è tutto scritto. Di Pietro deve soltanto leggerlo».
Diversa la posizione di Tommaso Ginoble. «La visita in Abruzzo del ministro Di Pietro è un segnale di discontinuità rispetto al passato, quando i rapporti tra governo e regioni erano episodici, personali, fondati più sull'amicizia tra singoli uomini politici che sul dialogo frutto di intese chiare tra Regione e governo. L'Abruzzo può diventare davvero una grande regione se si riesce a fare fronte comune e ci si presenta a questi incontri uniti e con una serie di proposte condivise». Per Ginoble va tenuto in evidenza il ruolo di cerniera dell'Abruzzo tra il nord e il sud dell'Adriatico e tra l'Adriatico e il Tirreno lungo l'asse Roma-Pescara e i Balcani. In occasione della visita di oggi non mancano documenti e prese di posizione, tra cui quella del direttivo dell'Anci Abruzzo che ha proposto una serie di considerazioni sul ruolo della nostra regione nella realizzazione di infrastrutture strategiche nazionali e locali, e quella della Confcommercio regionale che dice di ritenere «strategico il ruolo dell'Abruzzo quale importante snodo centrale della nazione», ed invita il governo a comportarsi di conseguenza. «Confidiamo che il viaggio del ministro- si dice in una nota- costituirà motivo di riflessione su quanto è stato fatto finora e su ciò che ancora resta da fare per un ulteriore sviluppo delle infrastrutture esistenti, utili a sostenere in maniera ancor più funzionale ed efficiente il ruolo basilare degli scambi commerciali nella regione». Non manca qualche polemica come quella di Bruno Chelli, presidente del Consorzio di sviluppo industriale dell'Aquila, che lamenta di non essere stato invitato all'incontro.
Mentre Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell'Italia dei Valori invita a non «caricare la visita del ministro di aspettative taumaturgiche, se non addirittura miracolistiche».

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