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Pescara, 28/04/2026
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Data: 08/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
D'Amico: i conti possono tornare in equilibrio. L'ex assessore del Pd: «Se Obama facesse come Chiodi deprimerebbe l'economia mondiale»

L'AQUILA - Per Giovanni D'Amico, esponente del Pd e oggi vice presidente del Consiglio Regionale «ci sono tutti i margini per cui dal 2011 dopo la chiusura del piano di risanamento sanitario, la Regione torni in equilibrio. Se il presidente degli Stati Uniti- aggiunge in una nota- utilizzasse le stesse tecniche comunicative del presidente Chiodi, deprimerebbe l'economia mondiale in maniera irreversibile». E' questa la risposta dell'ex assessore al Bilancio alle dichiarazioni di due giorni del governatore. Una replica sobria che non nega l'esistenza del debito, ma spiega le ragioni per le quali sarebbe fuori luogo un pessimismo eccessivo.
«Il debito regionale- spiega D'Amico- non è di 4 miliardi, ma di circa 3.600,00 milioni, diminuito di 363,50 milioni di euro tra il 2006 e il 2008. A questo si deve aggiungere la diminuzione dai bilanci delle Asl dei debiti pregressi per circa 650 milioni, grazie all'incasso di somme dal governo nazionale a seguito del piano di risanamento. Una ulteriore diminuzione la si potrà registrare con l'accertamento definitivo dei debiti delle Asl fino al 2005. Il debito regionale è quindi stimabile anche al di sotto dei 3 miliardi.
«È vero- aggiunge D'Amico- che l'impegno sul piano di risanamento sanitario riduce in maniera drastica le risorse disponibili nel bilancio regionale. L'anno scorso tale limite lo si è superato soprattutto con la reiscrizione delle economie. Anche quest'anno si potrebbe ovviare in parte con la reiscrizione di economie». Ma per fare questo, spiega ancora l'ex assessore, sarebbero state necessarie nel biennio 2009- 2010 le entrate del fondo straordinario che il ministro Tremonti ha revocato «creando un danno evidente per la nostra Regione».
Sarebbe inoltre opportuno, per D'Amico, attivare un tavolo di confronto con il Ministro dell'economia «per chiedere di restituire alla disponibilità del bilancio regionale le maggiori entrate che si sono evidenziate con l'applicazione delle aliquote aggiuntive. In tal modo si darebbe anche una prima risposta alle forze sociali in ordine a politiche di sostegno anticrisi e di indiretta restituzione del maggior carico fiscale in Abruzzo». Ed infine sarebbe necessario, in una fase di crisi così grave, «stimolare nei cittadini una propensione attiva da parte della Regione».




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