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Pescara, 28/04/2026
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Data: 08/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Lo stop al ponte? Un insulto» D'Angelo: solo chi vuole male a Pescara può pensare una cosa simile

Niente da fare. Sfoglia tra le scartoffie sulla sua scrivania, il vicesindaco Camillo D'Angelo, ma quella diffida non la trova. «Non ho ricevuto nulla - dice - e non sapevo l'ultima novità. L'affronteremo come abbiamo sempre fatto finora». La novità è la causa che la Regione si prepara a fare contro il Comune perché il Ponte del mare invade l'area dell'ex mercato ortofrutticolo di proprietà dell'ente regionale. Notizia scovata dal neo assessore regionale ai rapporti con gli enti locali, Carlo Masci, per bloccare un'opera voluta da D'Alfonso e regalare al centrodestra un altro asso da calare sul tavolo delle elezioni di giugno. Tuttavia nel giorno in cui il presidente della Regione Gianni Chiodi denuncia 4 miliardi di debiti nei conti della Regione, chiedendo la collaborazione dell'opposizione per evitare nuove tasse, le parola di D'Angelo sono molto più che una strizzata d'occhio. Almeno ci spera, il vice sindaco, che Chiodi l'ha incontrato e ha avuto modo di apprezzarne la serietà. Ma la politica è un'altra cosa e arrivare al 6 giugno con un cumulo di macerie del Ponte e il Wineglass andato in frantumi per il Pdl sarebbe un sogno.
«Come è già successo per l'ex Cofa, siamo pronti a trovare un accordo con la Regione - dichiara il vicesindaco Camillo D'Angelo -. Non mi sembra il caso che pezzi di istituzioni litighino per questioni che riguardano il bene pubblico. D'altronde quando le opere non vengono portate a termine, non ci guadagna nessuno, ma ci perde la città tutta. Non credo che i cittadini di Pescara - dice D'Angelo riferendosi a Masci e ai pescaresi eletti in consiglio regionale - abbiano interesse a danneggiare la città: se così fosse, vorrebbe dire che abbiamo davvero toccato il fondo».
Secondo D'Angelo chi governa ha «la responsabilità di discutere, confrontarsi ma non di risolvere i problemi con atti giuridici. Penso che questa sia anche la visione del presidente Chiodi. O almeno me lo auguro». Non usa mezzi termini il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio che si rivolge direttamente al rivale di tanti accesi consigli comunali proprio sul Ponte del mare, opera da sempre nel mirino del mancato sindaco pidiellino. «Voglio dire a Carlo Masci, da amico, che anch'io avevo grandi aspettative nei suoi confronti affinché, una volta in Regione, i problemi li risolvesse piuttosto che crearli. E' ridicolo poi che si possa aprire un contenzioso tra due enti: la Regione dovrebbe mettersi a disposizione per risolvere i problemi ed eventualmente cedere le sue aree agli enti locali. Questo è l'atteggiamento di una Regione che va verso i territori al di là delle chiacchiere. Appare evidente invece - aggiunge Di Pietrantonio - che si tratta solo ed esclusivamente di una strumentalizzazione politica in vista dell'imminente campagna elettorale. Ma le elezioni non si affrontano a discapito delle comunità né distruggendo o bloccando le opere in corso. Se deve esserci un confronto anche severo, è bene che avvenga sulla base dei programmi altrimenti si danneggia solo la collettività».



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