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Pescara, 28/04/2026
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08/03/2009
Il Centro
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Pensioni, l'Ue incalza l'Italia. Nuovo invito ad innalzare l'età, in particolare per le donne Ma i conti dell'Inps registrano un attivo record del 21,5% |
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ROMA. Pensioni e contraddizioni. Si fa un gran parlare della necessità di nuovi interventi sulle pensioni - l'Unione europea rinnova l'invito all'Italia a innalzare l'età pensionabile per le donne - ma i conti dell'Inps per una volta registrano un vero e proprio «boom» segnando addirittura un più 21,5 per cento. E allo stesso modo: nel pubblico si continua a parlare di allungare l'età pensionabile, ma le aziende private si preparano a chiedere prepensionamenti di massa. Di fronte alla nuova richiesta dell'Unione europea, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per ora non si sbilancia: «Ci hanno chiesto questa cosa, adesso vediamo, stiamo dialogando». Ma nella maggioranza e nel governo c'è chi esulta per l'ombrello europeo a un eventuale intervento sulle pensioni del governo. Nonostante gli effetti positivi delle riforme fatte fin qui, sostiene infatti la Ue, la spesa per le pensioni in Italia «resta alta» e «potrebbero essere considerate misure addizionali, specialmente un ulteriore aumento dell'età pensionabile, in particolare per le donne». L'opinione di Bruxelles è stata messa nero su bianco nella bozza di raccomandazione che, salvo sorprese, martedì sarà adottata dall'Ecofin. In Italia - si legge nella bozza - «l'impatto nel lungo termine dell'invecchiamento della popolazione è più basso della media Ue, con la spesa per le pensioni che mostra un aumento più limitato grazie alle riforme fatte. Ma la spesa in percentuale del Pil resta ancora tra le più elevate nell'Ue». E i risparmi ottenuti sulle pensioni, si sottolinea, potrebbero essere usati per redistribuire la spesa sociale ad esempio a protezione dei disoccupati. Di contro c'è però che il 2008 è stato un vero e proprio anno di grazia per l'Inps sotto il profilo finanziario: grazie soprattutto all' aumento delle aliquote contributive, nell'anno è stato registrato un avanzo di 11,2 miliardi, in crescita del 21,5% rispetto al 2007. E' quanto si legge nel Rapporto annuale dell'Inps che sarà presentato il 18 marzo. La gestione economica ha segnato un risultato positivo di 11.068 milioni di euro, con una crescita del 60% rispetto ai 6.918 milioni di euro del 2007. Il rapporto evidenzia un aumento degli iscritti dell'Istituto (+38% in sette anni) e un miglioramento del rapporto con il numero delle pensioni erogate che adesso sono 133 ogni 100 iscritti. Nello stesso tempo c'è stato però anche un boom di assegni di invalidità civile. Questi trattamenti sono infatti cresciuti di 150.000 unità, portando gli invalidi civili a superare quota 2,5 milioni (+6,4%) e la spesa oltre i 12 miliardi (+11%). Su questa categoria (invalidi civili, ciechi e sordomuti) l'Istituto ha già avviato un pacchetto di verifiche sia sotto il profilo sanitario che reddituale, che riguarderà entro il 2009 circa 200.000 persone. La spesa per pensioni è cresciuta più lentamente (+2,8%) delle altre spese, in particolare di quella per prestazioni temporanee economiche (+10,6%), vale a dire soprattutto cassa integrazione, disoccupazione e la mobilità. In media nel 2008 l'assegno annuo ammontava a 9.049 euro (10.512 nelle gestioni previdenziali e 4.700 nella gestione interventi dello Stato), quindi abbondantemente al di sotto di 1.000 euro al mese. Se si considerano gli assegni di invalidità (5.125 euro in media all'anno) e quelli della gestione interventi dello Stato come gli assegni sociali la media scende poi sotto i 500 euro al mese. Ecco perché il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, avverte che bisognerebbe aumentare l'importo delle pensioni, non l'età pensionabile. Quelle italiane, sostiene infatti, dal 1992 perdono potere d'acquisto. La Cgil sottolinea come il bilancio previdenziale non sia solo risanato «ma abbondantemente in attivo», e come sia inaccettabile l'idea del governo di nuovi tagli.
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