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Pescara, 28/04/2026
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Data: 08/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Ue: troppi soldi alle pensioni, alzate l'età di uscita per le donne «Ed è inevitabile la revisione dei coefficienti per ridurre le rendite»

ROMA L'Italia spende ancora troppo per le pensioni. Questo è quello che ci dice l'Ue, o meglio quello che ci dirà domani e martedì, quando i ministri economici europei (riuniti prima nell'Eurogruppo e poi nell'Ecofin) approveranno il testo di una "raccomandazione" al nostro paese. Il documento è già pronto, e ieri le agenzie di stampa ne hanno anticipato i contenuti.
Numeri alla mano, l'Europa osserva che la quantità di risorse che il nostro paese destina agli assegni pensionistici è eccessiva. E ci invita a fare due cose: rivedere i coefficienti, che vuol dire abbassare l'entità dell'assegno per i pensionati futuri; e alzare l'età pensionabile, in particolare per le donne.
Un sistema costoso. Le riforme delle pensioni introdotte dai governi negli ultimi quindici anni (Amato, Dini, Prodi e di nuovo Prodi) hanno certamente frenato la crescita della spesa. Che infatti ora «mostra un aumento più limitato», sia rispetto al passato sia rispetto alla tendenza alla crescita rilevata in altri Stati europei. Ma questo non toglie che la spesa pensionistica italiana «resta ancora tra le più elevate nell'Ue». La cosa è particolarmente preoccupante se si considera il nostro debito pubblico, «ben al di sopra dei valori di riferimento».
Cosa fare. La prima indicazione che l'Ecofin ci fornirà non è neanche una raccomandazione, semmai un promemoria: l'Ue ci ricorda che le riforme già approvate prevedono la periodica revisione dei coefficienti. Bisogna cioè ricalcolare gli importi delle pensioni, in considerazione del fatto che le aspettative di vita sono migliorate e quindi i soldi versati da un lavoratore con i contributi vanno poi distribuiti su più anni. Il discorso vale, ovviamente, solo per i pensionati futuri, non per chi ha già smesso di lavorare. Data per scontata dunque la revisione dei coefficienti, l'Europa ci invita a fare anche altro: «Potrebbero essere considerate misure addizionali, soprattutto un ulteriore aumento dell'età pensionabile in particolare per le donne».
Come usare questi soldi. Nella sua "raccomandazione" l'Ue ci suggerisce di utilizzare le risorse risparmiate sulle pensioni «riallocando la spesa sociale, creando spazio per un sistema di sostegno alla disoccupazione più inclusivo ed univorme». Insomma spendendo meno per i pensionati si può dare di più ai disoccupati, senza aggravare il deficit pubblico. Il rosso del bilancio italiano infatti è allarmante, viaggia sopra il 3% e rischia di restare molto alto anche dopo il 2010.
Berlusconi. La notizia della raccomandazione proveniente da Bruxelles è stata commentata da Silvio Berlusconi: «Ci hanno chiesto questa cosa, adesso vedriamo, stiamo dialogando».
I sindacati. Per Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, «è davvero penoso che dall'Unione europea arrivi solo l'ennesima raccomandazione a intervenire sul sistema pensionistico, come se fosse un gioco di società». Morena Piccinini della Cgil e Domenico Proietti della Uil segnalano che i conti dell'Inps sono in equilibrio, quindi è «inaccettabile» l'idea di fare ancora tagli.









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